Dalla pecora cosmetici e bioedilizia Ma la “star” è sempre il pecorino

19 Maggio 2016

I nuovi business della pastorizia nella giornata speciale di Coldiretti all’Aquila con 5mila agricoltori Boom nell’export del formaggio. E il Comune assume “greggi tosaerba” in cambio di razioni d’erba

L’AQUILA. Dalla linea di cosmetici naturali alla bioedilizia, ma anche panne assorbenti contro gli sversamenti di inquinanti nel mare e nei corsi d'acqua, speciali collezioni di moda, fino agli agrigelati con latte di pecora: sono alcuni dei nuovi business che rivitalizzano la pastorizia. Il dossier ha accompagnato il “Pecora Day” della Coldiretti che ha visto la partecipazione, sia come attori sia come spettatori, di circa 5mila allevatori (la fonte è la stessa Associazione) all’Aquila, scelta per testimoniare che un nuovo inizio è possibile dopo il dramma del terremoto.

Una giornata speciale con 54 pullman arrivati dalle 4 province abruzzesi per un totale di circa 2.900 produttori regionali, con la presenza del presidente nazionale Coldiretti Roberto Moncalvo, del segretario nazionale Vincenzo Gesmundo e della giunta confederale oltre ad una delegazione di 200 sindaci con fascia tricolore tra cui il primo cittadino dell’Aquila Massimo Cialente e autorità fra le quali il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, l’assessore all’Agricoltura Dino Pepe e all’assessore al Bilancio Silvio Paolucci.

In mostra le sei razze ovine allevate in Abruzzo (bergamasca, barbaresca, appenninica, comisana, merinizzata e massese), le lavorazioni della mungitura e della tosatura delle greggi ad opera di giovani allevatrici, gli esemplari di “pecore tosaerba” che hanno brucato il prato del Cus, i laboratori di caseificazione dove sono stati realizzati in diretta il formaggio fresco e la ricotta, nonché l’affinatura del pecorino con il grano e la crusca o l’affinatura del formaggio con l’olio extravergine di oliva, con il peperoncino o addirittura in botti con erbette selvatiche. E non poteva mancare il riferimento al prodotto per eccellenza ottenuto da questo esemplare della zootecnia: il pecorino, nuova star del made in Italy all’estero che fa registrare nel 2015 il record delle esportazioni con un balzo delle vendite del 17% sui mercati stranieri. «Il massimo storico delle esportazioni è stato messo a segno grazie alle straordinarie performance realizzate negli Stati Uniti, che sono il principale sbocco del mercato italiano, ma risultati estremamente positivi si hanno in Europa con una crescita del 19% in Gran Bretagna e del 17 % in Francia», spiegano il presidente regionale Domenico Pasetti e il direttore Giulio Federici.

A proposito delle “pecore tosaerba” intere greggi saranno “assunte” dal Comune dell'Aquila con il compito di tagliare i prati in cambio di una buona razione di erba primaverile, sostituendo decespugliatori e macchinari, con l'abbattimento di rumore ed emissioni e garantendo in più la concimazione naturale delle aree verdi. L’accordo avrà una durata di 18 mesi e prevede che possano partecipare al servizio solo i produttori agricoli singoli o associati, allevatori di ovini, con priorità ai giovani imprenditori che operano in Abruzzo. Una scelta ecologica per ridurre l’inquinamento e favorire l’integrazione tra città e campagna ma anche una alternativa moderna alla transumanza che per secoli ha caratterizzato l’allevamento delle pecore, ma che ora è resa difficile dall’urbanizzazione.(cr.re.)