«Danni all’ambiente per nove miliardi»

L’AQUILA. «Si doveva ignorare il problema ambiente, palesarlo sarebbe stato il fallimento per le imprese. Il ministero dell'Ambiente in fase di indagini preliminari ha quantificato il danno...
L’AQUILA. «Si doveva ignorare il problema ambiente, palesarlo sarebbe stato il fallimento per le imprese. Il ministero dell'Ambiente in fase di indagini preliminari ha quantificato il danno ambientale in 9 miliardi di euro». Così il sostituto procuratore generale Domenico Castellani, in uno dei passaggi della sua requisitoria nell'ambito del processo che si sta tenendo a porte chiuse.
Nel corso del suo complesso intervento, nel quale ha preso in esame le posizioni di tutti gli imputati, ha anche detto che questi reati di natura dolosa, sono talmente gravi che, in occasione della requisitoria, non è stato preso in considerazione, per attenuare le richieste di pena, il fatto che gli imputati, assolti in primo grado, sono incensurati
Il processo riprenderà il 16 gennaio con interventi delle 27 parti civili e continuerà anche il giorno dopo per le arringhe difensive.
A questa fase del procedimento all'Aquila si è arrivati dopo il pronunciamento dello scorso marzo dalla Cassazione che ha convertito in appello tutti i ricorsi presentati alla Suprema Corte. Il presidente del collegio giudicante, Luigi Catelli, d'intesa con le parti, ha fissato un fitto calendario di udienze: la sentenza è prevista il 31 gennaio. Il calendario prevede udienze anche per 19, 25, 26 e 30 per le difese.
Il calendario potrebbe essere rivoluzionato qualora il collegio decidesse di disporre una perizia sullo stato dei luoghi. In tale caso la sentenza slitterebbe di mesi.
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