«Datemi dieci milioni di euro e vi farò sciare sul Monte Cava»

17 Dicembre 2015

TORNIMPARTE. Mentre va avanti il dibattito relativo ai vincoli paesaggistici che impediscono interventi sul bacino sciistico di Campo Imperatore, il sindaco di Tornimparte, Umberto Giammaria,...

TORNIMPARTE. Mentre va avanti il dibattito relativo ai vincoli paesaggistici che impediscono interventi sul bacino sciistico di Campo Imperatore, il sindaco di Tornimparte, Umberto Giammaria, rispolvera un progetto alternativo, orientato alla realizzazione di una serie di nuovi impianti sciistici su Monte Cava.

Una sorta di anfiteatro naturale a quota 1.800-2.000 metri il cui accesso sarebbe in prossimità dello svincolo autostradale dell’A24, a 16 chilometri dall’Aquila e 80 da Roma. Un investimento di 10 milioni da reperire in project financing, coinvolgendo quante più forze imprenditoriali possibili. Non si tratta di un’idea nuova.

«Quarant’anni fa», ricorda il sindaco, «ingegneri e tecnici della ditta Graffer, specializzata in impianti invernali, ci lasciarono questo progetto da elaborare. Riuscimmo a trovare anche finanziamenti per 6 miliardi di lire, da finanziamenti statali (la legge 64), sia nell’ambito della programmazione regionale. L'obiettivo non era solo quello di realizzare impianti e strutture per gli amanti della discesa, ma un vero sistema turistico con attività commerciali, alberghi e servizi. Purtroppo, però, la mia nomina come direttore generale della Asl, mi ha impedito di seguire la realizzazione di quest’opera, fino a portarla a compimento».

E il progetto si arenò nei corridoi dell’amministrazione comunale: l’opposizione non lo fece passare. Ora le condizioni possono essere diverse, tanto più che un recente intervento sulla galleria di San Rocco ha permesso al Comune di avere a disposizione le risorse idriche che prima defluivano sul versante opposto. Quest’acqua non è potabile e non è stata mai utilizzata più di tanto per irrigare i terreni agricoli, ma sarebbe l’ideale per l’innevamento artificiale, così come per eseguire i lavori sulle strade della valle di Ruella.

«Si tratta di una situazione ideale», assicura il primo cittadino, «perché, stando fuori dal Parco possiamo disporre di un’area importante per altitudine, orografia ed esposizione a nord».

In tanti, però, in paese dubitano delle effettive possibilità di riuscita. In molti, fra quelli che si opposero all’epoca, sono ancora scettici in merito all’effettiva possibilità di realizzare piste abbastanza lunghe anche per costituire una valida alternativa a Campo Felice. E poi, secondo alcuni, si tratterebbe di portare avanti interventi piuttosto invasivi sulla montagna. Bisogna valutare, dunque, se il gioco vale la candela. (fab.i.)

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