Davvero il profugo fa male al turismo?

Da operatori e sindaci (anche progressisti) molte riserve sull’arrivo dei migranti sulla costa, gomito a gomito con i clienti
PESCARA. In prima fila ci sono loro, i sindaci, ai quali la politica di accoglienza del ministero dell’Interno affida l’onere di ospitare i profughi. Tra i sindaci ce ne sono di duramente contrari, come Umberto Di Primio, primo cittadino di Chieti, e di perplessi, come il sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priori, quello di Montesilvano Francesco Maragno o di Martinsicuro Paolo Camaioni. E poi ci sono gli operatori turistici, che, come tutti i sindaci dei comuni turistici, temono gli effetti negativi della presenza dei profughi nelle località balneari e montane. È di questa opinione Adriano Tocco, consigliere comunale e rappresentante del Consorzio Grandi Alberghi, che commentando la scelta dei collegi che ospitano profughi la definisce «facile, non da imprenditore». «Chiunque è libero di fare la scelta di ospitare queste persone in difficoltà», spiega Tocco, «a nostro avviso, però, c'è un problema a monte, perché sarebbe bastato fare un bando che permettesse la candidatura solo a quelle strutture che non si trovano nelle località turistiche e che hanno difficoltà a trovare clienti».
Si preoccupa della ricaduta negativo sul turismo il sindaco di Torino Di Sangro, Silvana Priori, che ha ricevuto la notizia «per conoscenza» da una cooperativa sociale dell'arrivo di 10 immigrati, provenienti da un centro di accoglienza di Palmoli, nell'hotel Costa Lecceta del suo comune. «Mi sono immediatamente messa in contatto con il Prefetto» spiega il sindaco «e con il consorzio di cooperative Matrix che gestirà l'accoglienza. Mi spiace che io sia stata informata solo a cose fatte, come comune avremmo potuto fare la nostra parte». Al sindaco è stato annunciato dell'arrivo di 10 persone alle quali potrebbero aggiungersene altre 50 nei prossimi giorni. La struttura ricettiva può ospitarne fino a 86 dati i posti letto. «Sorveglieremo la qualità dei servizi erogati» spiega l'avvocato Priori «e anche le attività che gli ospiti potranno svolgere. Mi preoccupa il bivacco davanti la spiaggia, il fatto che qualche turista possa sentirsi intimorito dalla presenza di un gruppo di persone che sta lì tutto il giorno. Oltre tutto il Prefetto non ci ha ancora risposto sui tempi di questa situazione, non sappiamo quanto resteranno i migranti». «Da sindaco mi trovo anche a capire i timori di chi può sentirsi minacciato o intimorito da questo stato di cose. Pur esprimendo umana solidarietà alle innocenti vittime di questa vera e propria tratta umana che arricchisce criminali senza scrupoli nella vergognosa indifferenza internazionale, riteniamo che il nostro piccolo paese non sia luogo indicato per tale accoglienza. La presenza di un folto numero di immigrati sul nostro litorale rischia di danneggiare gravemente le attività economiche turistiche locali. E resta alta la sorveglianza anche sulla qualità dell'accoglienza». Sulla stessa linea il collega di Martinsicuro Camaioni che si fa portavoce delle preoccupazioni degli operatori turistici: «Ho più volte ribadito che Martinsicuro ha fatto la sua parte per questa emergenza e non intende aumentare l'ospitalità a nuovi profughi. Nella nostra cittadina la presenza straniera supera quota duemila e questo dimostra la generosità del nostro territorio. Sto valutando l'evolversi del nuovo bando di accoglienza che sembra non prevedere nuovi arrivi nella nostra cittadina».
Daria De Laurentiis
©RIPRODUZIONE RISERVATA

