De Cecco, 70 milioni per nuovi impianti

30 Novembre 2020

Gli investimenti, approvati dal cda, riguardano gli stabilimenti di Ortona e Fara San Martino. Previste 60 assunzioni

PESCARA. Il gruppo De Cecco mette in campo per il quinquennio 2021-2025 investimenti per 70 milioni di euro, 60 assunzioni (30 nel 2021, altrettante negli anni successivi) e una crescita della produzione fino a 2 milioni e mezzo di quintali di pasta e a 500mila quintali di altri prodotti (olio, sughi pronti, rossi, sostitutivi del pane), contro gli attuali 2 milioni di quintali di pasta e 300 mila quintali di altri item. Il piano industriale è stato approvato all’unanimità dal Consiglio di amministrazione del gruppo abruzzese.
Un piano in continuità con la politica industriale del gruppo che già nel 2013 aveva aumentato la capacità produttiva con due nuove linee nello stabilimento di Caldari di Ortona.
Gli investimenti, in parte già finanziati da banche italiane e continentali (Bei, Medio Credito Centrale, Cdp), riguardano la fabbrica ortonese (30 milioni di euro per nuovi impianti e 10 milioni per ampliamento del fabbricato), e lo storico stabilimento di Fara San Martino dove saranno investiti 10 milioni di euro per nuovi macchinari. Programmati anche 20 milioni di euro per la nuova olearia.
L’obiettivo del gruppo è di portare nel 2025 il fatturato a 650 milioni di euro (quest’anno supererà 510 milioni di euro), con una crescita confermata anche in questo difficile anno di pandemia, in Italia (il gruppo stima che 11 milioni di famiglie acquistino ogni giorno prodotti De Cecco) e sui mercati esteri, soprattutto negli Stati Uniti e in Germania.
Per il presidente del cda Filippo Antonio De Cecco è la dimostrazione che la crescita della produzione può andare di pari passo con la qualità: «La tecnologia di altissimo livello è venuta incontro ai pastai», dice il presidente. «Nel 1950, al termine delle varie fasi (impasto, gramolatura, trafilatura ed essiccazione), noi potevamo produrre 3 quintali di pasta all’ora per ogni linea. Oggi ne possiamo fare 50 di quintali, rispettando tutti i parametri della produzione di qualità, semplicemente perché i macchinari molto sono più grandi. Quello che abbiamo a Ortona non ha eguali per dimensioni e capacità produttiva, ma è programmato, come tutti gli altri, per rispettare i tempi necessari per una pasta di alta qualità». Ovvero un’essiccazione lenta e a bassa temperatura, che viene mantenuta nonostante l’aumento di dimensione degli impianti. «La vasca impastatrice prima era lunga 1,5 metri e larga 50 cm», spiega nel dettaglio Filippo Antonio De Cecco, «mentre oggi è lunga 2,8 metri e larga 84 cm. Il tempo d’impasto è rimasto di 25 minuti, ma la massa dell’impasto è maggiore. Per quanto riguarda la gramolatura, prima il diametro delle viti era di 12 cm, mentre oggi è di 21 cm. Una volta gli impianti avevano una sola vite, mentre quelli moderni ne hanno quattro. Il numero di giri al minuto delle viti, però, non è cambiato: era e rimane 22. La velocità di trafilazione, oggi come negli anni ’50, è di 1,5 metri al minuto. La differenza sta nel numero delle trafile, cresciuto da uno a quattro. Tra l’altro, le vecchie trafile avevano 35 cm di diametro contro i 60 cm attuali. L’essiccazione della pasta De Cecco ha sempre la stessa durata: 18 ore di media per la pasta lunga e 9 ore di media per la pasta corta. Oggi come 20, 30, 50 anni, 70 anni fa».
Naturalmente resta centrale la materia prima. «Utilizziamo da sempre una miscela dei migliori grani del mondo, che sono anche i più costosi», dice De Cecco, «e che oggi sono i grani californiani, dell’Arizona e italiani. Utilizziamo circa 1.600.000 quintali di grano italiano e 1.400.000 quintali di grano dell’Arizona e della California».
Il gruppo De Cecco ha affrontato nel 2020 anche un cambio di governance dopo le dimissioni dei due amministratori delegati Saturnino e Giuseppe Aristide De Cecco il 22 gennaio scorso. Nel nuovo cda, oltre ai componenti della famiglia, siedono dal 3 marzo Mario Boselli, Bruno Pavesi e Gianni Letta. «Con loro e con gli altri membri del consiglio si è sempre riscontrata grande armonia», conclude il presidente De Cecco. «Tutte le decisioni sono state prese all’unanimità e anche il Piano industriale 2021-2025 è stato approvato all’unanimità».
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