De Dominicis: peccato non aver convinto gli agricoltori

PESCARA. «Credo di aver fatto un lavoro che ha disegnato il “miglior Parco possibile”. Il mio rammarico? Non aver fatto comprendere alle associazioni degli agricoltori il valore aggiunto derivante...
PESCARA. «Credo di aver fatto un lavoro che ha disegnato il “miglior Parco possibile”. Il mio rammarico? Non aver fatto comprendere alle associazioni degli agricoltori il valore aggiunto derivante dal marchio del Parco sui prodotti coltivati nel loro territorio». Il commissario “ad acta” del Parco della Costa teatina Pino De Dominicis rassegna puntuale l’incarico (scade domani) dopo aver realizzato la perimetrazione – progetto già consegnato alla Presidenza del consiglio dei ministri – e aver trascorso gli ultimi giorni a respingere le accuse e le polemiche che gli sono state mosse in particolare dal centrodestra. «Ho previsto un'area protetta forse un po’ troppo ridotta, nella quale 5.600 ettari su 10mila corrispondono a territori già protetti da normative europee e regionali», afferma, «mi sono limitato ad inserire delle aree connettive tra queste zone. Forse si poteva fare di più, ma le resistenze incontrate sono state sconcertanti». L'iter che porterà alla firma del Decreto sul Parco da parte del presidente della Repubblica Mattarella dovrebbe partire a settembre.
L’ex presidente della Provincia di Pescara ricorda di aver svolto 22 incontri in un anno con associazioni e istituzioni per arrivare ad una definizione il più condivisa possibile. «Anche per questo smentisco categoricamente l'accusa di aver lavorato da solo, senza concertazione». Ma l’ultima parola è per gli agricoltori: «Hanno considerato solo i limiti dell'appartenenza ad un'area protetta, limiti secondo me inesistenti in quanto il Parco ha una visione diversa del territorio, basata sui percorsi green e sostenibili, l'unica in grado di uscire fuori dalla logica del petrolio del secolo scorso».

