De Fanis : mai preso tangenti Erano solo contributi elettorali

31 Maggio 2018

PESCARA . «Mai preso tangenti. Ho chiesto solo contributi elettorali che poi avrei provveduto a registrare». È il cuore della difesa dell’ex assessore regionale Luigi De Fanis che, ieri, è stato...

PESCARA . «Mai preso tangenti. Ho chiesto solo contributi elettorali che poi avrei provveduto a registrare». È il cuore della difesa dell’ex assessore regionale Luigi De Fanis che, ieri, è stato pungolato dalle domande del procuratore aggiunto Anna Rita Mantini nel processo su presunte tangenti nella cultura. L’inchiesta, denominata “Il Vate”, portata avanti dai carabinieri forestali guidati dal tenente colonnello Annamaria Angelozzi, è nata nel 2013 dalla denuncia dell’imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti. De Fanis ha ammesso di aver chiesto soldi, ma ha negato che fossero mazzette: «Erano contributi elettorali», ha sostenuto, «per l’imminente campagna elettorale». Ha provveduto a registrarli?, ha chiesto il presidente del collegio. «L’avrei fatto successivamente, perché in quel momento non era stata ancora stabilita la data delle elezioni», ha risposto. Si è parlato anche della sua ex segretaria Lucia Zingariello, uscita di scena dopo aver patteggiato davanti al gup un anno e 11 mesi di reclusione. Sollecitato dalle domande del procuratore aggiunto, l’ex assessore ha spiegato di aver avuto «un interesse affettivo» per la Zingariello, definendolo un errore. Un errore, ha dichiarato De Fanis, dovuto ad un momento particolare della sua vita segnato dalla scomparsa del figlio, morto in un incidente stradale.
L’ex assessore ha poi ammesso l’episodio relativo all’utilizzo della macchina della Regione per andare a riprendere i suoceri della Zingariello a Fermo. Secondo l’avvocato Domenico Frattura, difensore di De Fanis, ieri si è fatta ulteriore chiarezza sul fatto che «c’è stato il pieno rispetto della normativa regionale vigente relativamente all’organizzazione, all’individuazione dei soggetti che hanno partecipato al Salone del libro di Torino e agli impegni di spesa». Ieri sono stati sentiti anche altri due imputati: la responsabile dell’Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo, Rosa Giammarco, e il rappresentante legale dell’associazione Abruzzo Antico, Ermanno Falone. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Angela Pennetta, ha riferito di non sapere che l’ex assessore avesse richiesto contributi elettorali. Nel processo è imputato anche l’imprenditore Antonio Di Domenica. Le accuse, a vario titolo, vanno dalla concussione all’induzione indebita a dare o promettere utilità e, ancora, truffa, peculato, abuso, falso e corruzione.
Si torna in aula il 28 giugno per la requisitoria del pubblico ministero e le arringhe difensive. Sentenza il 19 luglio.
Marianna Ventura