Del Grosso (M5s): solo i Comuni possono fermare l’elettrodotto

Il deputato grillino racconta la battaglia contro gli espropri compreso quello del suo terreno a Cepagatti
PESCARA. Il terreno agricolo della famglia Del Grosso a Cepagatti è attraversato da due linee del metano, da un elettrodotto ad alta potenza, dall’autostrada, e per il momento solo sulla carta, dal nuovo elettrodotto Villanova-Gissi. «Non so ancora se quel terreno è ancora definibile come agricolo», dice Daniele Del Grosso, deputato del Movimento 5 Stelle, uno dei promotori della protesta contro l’opera di Terna e in particolare contro gli espropri dei terreni.
«Io non sono contro le grandi opere, ma il problema è la strategia energetica. Queste sono opere pensate anni fa che oggi sono diventate troppo vecchie rispetto all’evoluzione del paese. E non è vero che sanano un deficit di energia. Poi sono troppo impattanti dal punto di vista ambientale. Lungo la linea dell’elettrodotto ci sono molte abitazioni e molte piccole e medie imprese. Tra queste anche alcune imprese agricole che fanno il prodotto biologico. E il biologico, tra le varie restrizioni, prevede l’assenza di campi elettromagnetici nei dintorni. Terna per questi casi, che sono particolarissimi, non risarcisce il danno a dovere».
Quanto paga Terna per gli espropri e come avviene tutta la procedura?
«Terna si muove in maniera stranissima. Siccome il processo di esproprio è lungo (se entri in un ufficio del catasto per vedere quanti sono gli intestatari di un terreno non ne esci più), per abbreviare i tempi si serve di un “atto di occupazione d'urgenza”, una sorta di esproprio di fatto. Loro chiamano il proprietario del sito, gli dicono “ci vediamo alle 11 sul tuo terreno”, arrivano, fanno un verbale, picchettano e da quel momento Terna prende possesso del sito».
Per un corrispettivo?
«Terna propone mediamente dai 2000 ai 5mila euro per il terreno, in più pagano una serie di servitù come la strada d’accesso ai tralicci, ma si parla da 20 a 40 centesimi al giorno per due anni, stiamo sui 200 euro».
Facciamo un esempio: se io ho una vigna dove è previsto il passaggio dell’elettrodotto, Terna che cosa mi espropria?
«Terna occupa sia la parte dove sorgerà il traliccio, sia la parte sottostante la linea elettrica aerea. Però lì sotto puoi anche continuare a coltivare la tua vigna».
Ma si può trattare sul prezzo?
«Loro fanno un’offerta forfettaria, ma puoi trattare: in genere più resisti e più riesci a strappare. Vengono a casa e cercano di mediare sull’offerta. Ma siamo sempre su quelle cifre. Così diversi proprietari si trovano con tariffe diverse. Noi non condanniamo queste trattative, ma Terna si fa forte del fatto che i terreni agricoli sono svalutati e che ci sono proprietari in difficoltà economica che hanno bisogno di quei soldi».
Per il momento però gli espropri sono fermi.
«Saranno costretti a farci una nuova notifica, perché nel primo atto abbiamo riscontrato che si faceva riferimento a pubblicazioni di Terna sul sito del Comune dichiarate irregolari dal Tar di Lanciano. Noi ci siamo attaccati a questo fatto, gli abbiamo detto: tornate con un atto regolare e ne riparliamo».
Nel frattempo avete ottenuto il blocco dei cantieri.
«Dopo la manifestazione dell’11 scorso c’è stato un incontro tra Terna e la Regione e abbiamo ottenuto il blocco dei cantieri. Ma in realtà i lavori sono andati avanti e anche le occupazioni d’urgenza. Ecco perché ora anche il presidente della Regione D’Alfonso si trova coinvolto. Lui si è dichiarato contrario all’opera così com’è progettata».
Ci sono spazi per trattare»?
«Terna non lascia molti margini. Noi abbiamo chiesto di interrare la linea dove è possibile. Terna non vuole perché i costi aumenterebbero. Ma a questo punto solo le amministrazioni locali possono ancora avere voce in capitolo. In Parlamento non si può fare più nulla. Terna ha già tutte le autorizzazioni ministeriali e questo tema non tornerà più in aula».
I Comuni che cosa possono fare?
«Possono recedere dal contratto. E magari incentivare la produzione locale di energia con la costruzione di piccole centrali elettriche. Il problema è che parecchi Comuni hanno già ottenuto parte dei soldi dal contratto con Terna e in parte li hanno già spesi, magari per rifare l’asfalto delle strade sotto campagna elettorale».
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