Difensore civico, 12 anni di Sisti

20 Aprile 2016

L’avvocato di Fossacesia lascia a Di Carlo: per il futuro è meglio un unico Garante

L’AQUILA. L’avvocato di Fossacesia (in provincia di Chieti) Nicola Sisti lascia il posto di Difensore civico della Regione al collega Fabrizio Di Carlo, pescarese.Ieri l’insediamento dell’avvocato cassazionista di 56 anni, esperto di diritto amministrativo, civile e tributario e consulente di importanti istituti di credito di livello nazionale ed in passato consigliere dell’Ordine degli avvocati di Pescara.

Di Carlo arriva nell’ufficio del Difensore civico all’Emiciclo a distanza di quasi una settimana dalla sua elezione in consiglio regionale. «Il mio lavoro sarà all’insegna della continuità con il mio predecessore», ha commentato Di Carlo, riferendosi all’attività portata avanti per quasi 10 anni da Sisti.

Circa 700 istanze d’intervento ricevute nel 2015 con un incremento, rispetto al 2014, di circa il 25%: questi i numeri resi noti da Sisti nella sua relazione di bilancio dell’ultimo anno di attività, che hanno riguardato la Sanità (nell’ambito della quale Sisti ha creato le Commissioni miste conciliative a tutela degli utenti), il diritto allo studio, la previdenza sociale, l’ambiente. Migliaia le istanze affrontate da quando, nel 2004, si è insediato, eletto prima nelle fila di Alleanza Nazionale, poi in quelle di Forza Italia. Un percorso lungo se si pensa che è avvenuto in anni in cui la figura del Difensore civico era poco conosciuta.

«Una figura cresciuta molto», ha detto Sisti, «anche grazie alle iniziative svolte nelle scuole ora il Difensore civico viene visto per quello che davvero è: una figura dalla parte del cittadino che ha problemi con le istituzioni, difficoltà burocratiche o interpretative della legge». Un punto di riferimento per gli utenti della pubblica amministrazione, per migranti e detenuti.

Uno degli ultimi casi “umani” affrontati da Sisti, ad esempio, è quello di Sanaa El Idrissi, giovane libica di 14 anni accolta a Castel Frentano (nel Chietino) con la sua famiglia, dopo che è sbarcata in Italia con le cosiddette “carrette del mare”, e che ora rischia di essere trasferita in un centro per immigrati a Messina, dopo un lungo e complesso percorso d’integrazione. L’ultimo appello di Sisti a desistere dalla decisione, contro una legge che non sempre guarda in faccia le vite concrete delle persone, è dell’11 aprile: «In linea con la mia funzione di protezione sociale», si legge nell’appello, «con particolare attenzione ai soggetti in condizione di disagio». «Sono anche tanti i detenuti che mi hanno scritto per sapere come affrontare la vita fuori dal carcere», ha raccontato l’avvocato.

Una delle battaglie che l’avvocato di Fossacesia lascia al suo successore è quella (oggetto di due differenti proposte di legge), di unificare la figura di tutte le istituzioni di garanzia: dal Difensore civico al Garante dei detenuti, fino a quello dei minori e alla nuova figura che si vorrebbe istituire del Garante per i migranti. Una necessità non soltanto di spending review, ma soprattutto per rendere l’azione del Garante più coerente ed efficiente.

Marianna Gianforte

©RIPRODUZIONE RISERVATA