Difesa della costa, via libera ai privati

5 Aprile 2019

La Regione ha deciso: i titolari delle concessioni balneari potranno realizzare interventi di salvaguardia a proprie spese

PESCARA. Via libera agli interventi privati di difesa della costa abruzzese dai danni provocati dall’erosione. Lo ha deciso la Regione, con una delibera approvata lo scorso primo aprile, con la quale, a precise condizioni, si consente agli operatori di realizzare interventi di ripascimento morbido di tratti del litorale e dei lavori che servono a garantire lo svolgimento, in tutta serenità, della stagione balneare 2019.
UN PO’ DI NUMERI. Attualmente, si legge nella delibera, sono oltre 780 le imprese balneari che operano sui 103 chilometri di costa abruzzese, da Martinsicuro a Vasto. Con la delibera (la numero 169 del 2019), la Giunta regionale presieduta da Marco Marsilio ha dato il via libera anche allo schema di convenzione che sarà sottoscritto con le imprese balneari, o i consorzi che le rappresentano, che vorranno impegnarsi con capitali propri nella manutenzione del litorale. Una circostanza, questa, resa possibile dalla proroga delle concessioni fino al 2033, in deroga alla direttiva Bolkestein, che consente ai gestori di programmare gli investimenti a medio-lungo termine con maggiore serenità.
SERVE COLLABORAZIONE. «È interesse della Regione», si legge nella premessa, «sostenere e valorizzare l’economia turistico-balneare che opera sul proprio territorio, e che rappresenta un elemento importante dell’intero comparto turistico regionale». Senza dimenticare che «la gestione e manutenzione di questo territorio comporta ingenti investimenti da parte della Regione», che non dispone sempre della disponibilità finanziaria necessaria. Per questo motivo è opportuno «promuovere iniziative di fattiva collaborazione con gli operatori turistici che operano sulla costa abruzzese, al fine di realizzare progetti di ordinaria manutenzione su dispositivi di difesa del litorale o ripristino degli arenili su tratti di costa interessati da fenomeni erosivi, assistiti da risorse private per prevenire e mitigare i fenomeni di erosione costiera».
LA RICHIESTA. Sono stati gli stessi operatori turistici, viene evidenziato nella delibera, che in più occasioni hanno chiesto al settore opere marittime della Regione di poter intervenire direttamente per salvaguardare il patrimonio pubblico che è strettamente connesso allo svolgimento delle loro attività. Una decisione, quindi, che non comporta oneri finanziari a carico della Regione, che tuttavia chiede alcune garanzie.
LE REGOLE. L’operatore, o il consorzio che sottoscriverà l’accordo avrà in consegna l’intera area e il relativo specchio acqueo antistante affinché possa eseguire gli interventi. La consegna cesserà con il completamento dei lavori che dovrà essere certificato da un attestato di regolare esecuzione. Le opere autorizzate dovranno essere completate nei tempi previsti, senza interferire con la stagione balneare, e sotto la supervisione del settore regionale specifico.
LE GARANZIE. L’esecutore degli interventi dovrà sottoscrivere una polizza assicurativa di responsabilità civile per i danni che dovessero derivare a persone e cose. Inoltre, dovrà redigere un piano della sicurezza. La Regione, o gli altri enti coinvolti, saranno esentati da qualsiasi profilo di responsabilità. A garanzia della totale realizzazione del progetto il concessionari si impegna a firmare una fidejussione bancaria, o una polizza assicurativa, pari al 30% dell’importo totale dei lavori.