Dimenticati dallo Sblocca cantieri

31 Maggio 2019

Sisma 2016, D’Alberto guida da Teramo la fronda dei primi cittadini

ROMA . C’è malumore tra i sindaci dei territori colpiti dal terremoto del Centro Italia del 2016. A guidare la protesta c’è il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto (nella foto). «Nessun emendamento proposto dai Comuni e da Anci sulla ricostruzione post sisma in Centro Italia è stato inserito nel decreto Sblocca cantieri», dicono in una nota congiunta il coordinatore delle Anci regionali, Maurizio Mangialardi, i sindaci di Albano Laziale Nicola Marini, di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci, di Norcia, Nicola Alemanno, e D’Alberto. «C’è profonda delusione e fortissima preoccupazione», sottolineano, «e per questo chiediamo al governo di intervenire per trovare una soluzione condivisa». L’Anci hanno proposto all’attenzione del governo una serie di questioni ritenute indispensabili, a partire dal tema del personale dedicato alla ricostruzione «che non può, proprio ora, essere sostituito e ridotto», osservano Mangialardi e i sindaci colpiti dal sisma. «Serve inoltre che gli amministratori dei piccoli comuni colpiti possano avere i necessari permessi per assentarsi dal lavoro e dedicarsi alle attività del comune in ricostruzione. Serve poter disporre delle anticipazioni di cassa e di tesoreria per poter pagare fornitori e contributi di autonoma sistemazione ai cittadini, nonché la proroga dei mutui contratti dai Comuni e le disposizioni per agevolare lo svolgimento del prossimo anno scolastico, che potrebbe essere a rischio. Questo è davvero il minimo se si vuole sbloccare il pantano della ricostruzione nel centro Italia». La speranza è l’ultima a morire: Confidiamo», concludono, «che le nostre istanze possano essere accolte, perché lo Sblocca cantieri chiude con le ultime sedute del Senato, sapendo che alla Camera non si potrà modificare visti i tempi molto ristretti». (l.a.)