Dissesto territorio: servono 595 milioni per le opere urgenti

Ma per gli interventi prioritari ne occorrono “solo” 136 La provincia con più fabbisogno è quella di Chieti
PESCARA. Secondo i calcoli della Regione occorrono 595 milioni per mettere in sicurezza l’Abruzzo dal rischio idrogeologico. Sono cifre calcolate per difetto, ma sono quelle necessarie per le opere prioritarie (classificate come urgenti, con priorità alta, media e moderata) segnalate dalle amministrazioni locali ed elaborate dai servizi del Genio civile regionale. Il piano è stato presentato nei giorni scorsi al governo nel corso di un incontro con il sottosegretario Graziano Delrio che, tra l’altro, in questi giorni deve affrontare le emergenze meteo del nord e del centro Italia dove si stimano danni per 1 miliardo di euro.
In totale si calcola che in Abruzzo ci siano 1200 situazioni di dissesto idrogeologico. Non c’è praticamente un singolo comune che non abbia una situazione da sanare. Recente è il caso della frana di Mosciano in Contrada Marino. Un movimento franoso che si è generato a seguito delle eccezionali precipitazioni del novembre 2013, causando uno smottamento a valle che ha provocato gravi lesioni a 4 abitazioni che sono state evacuate, e che ancora coinvolge un grande insediamento abitativo che ospita 60 famiglie. Ma i comuni con una situazione idrogeologica di «pericolosità incombente» sono molto meno e gli interventi prevedono secondo le stime della Regione una spesa di 136 milioni circa. «Si tratta», ha spiegato l’assessore all’Ambiente Mario Mazzocca, «di un piano complessivo di certo impegnativo dal punto di vista finanziario, ma oltremodo necessario oggi che i danni provocati dalla mancata cura e tutela del territorio sono sotto gli occhi di tutti, nelle recenti e drammatiche pagine di cronaca che hanno interessato altre regioni d'Italia. Un programma pluriennale di interventi, sia organizzato per scala di priorità di rischio potenziale che generato sui livelli di cantierabilità dei progetti, redatto dalla struttura tecnica regionale».
CHIETI. La provincia con il maggiore fabbisogno è quella di Chieti (243 milioni di euro) che ha il territorio più vasto. Gli interventi più costosi, che non sono necessariamente i più urgenti, riguardano la stazione ad Altino (1 milione); a Bomba la zona del centro servizi culturali e delle scuole elementari (2,5 milioni); interventi a Bucchianico (1 milione ) e nella zona del cimitero di Carpineto Sinello (1,4 milioni) e nel versante nord del comune (2,1 milioni); interventi anche a Casacanditella e alla frazione di Semivicoli (2 milioni); si segnala anche la necessità del consolidamento della strada di collegamento Casalanguida-fondo valle Sinello; interventi per 4 milioni sono previsti per il territorio del capoluogo Chieti ; 4,8 milioni per Fossacesia per la mitigazione del rischio idrogeologico in località Bonavia.
PESCARA. I comuni della provincia di Pescara segnalano un fabbisogno di 112 milioni. Bussi sul Tirino ha bisogno di interventi per dissesti preesistenti nel centro abitato (2,8 milioni); problemi anche per il centro abitato di Città Sant’Angelo che ha bisogno di opere per 2 milioni e mezzo.
TERAMO. La provincia di Teramo prevede interventi per 112 milioni. Morro d’Oro ha bisogno di 3,5 milioni per il consolidamento e la riduzione del rischio idrogeologico nella frazione Case Di Bonaventura; Valle Castellana prevede interventi per 6 milioni circa per interventi vari, tra cui le opere sulla sponda destra del Torrente Castellano con gabbionate a difesa dell'abitato. Tortoreto ha un fabbisogno di 20 milioni per la sistemazione idraulica della zona sud del comune e di altri 6,7 milioni per lo scolmatore di via Da Vinci e del Fosso Battisti. Molte le opere necessarie a Pineto, tra cui la realizzazione di un nuovo canale scolmatore del torrente Foggetta e una rete di canalizzazione a mare (1,8 milioni).
L’AQUILA. La provincia dell’Aquila segnala interventi per 140 milioni di euro. Tra questi va sottolineato l’intervento a Civita d’Antino per scongiurare il movimento franoso «di ampie proporzioni» sulla provinciale tra il comune e il fondovalle. Di quasi 5 milioni ha bisogno San Pio delle Camere per porre rimedio ai cedimenti di materiale pietroso e rotolamento di massi che mettono in pericolo il centro abitato; 5 milioni sono necessari ad Aielli per un movimento franoso che interessa la porzione occidentale del centro storico. È invece a rischio allagamento la stazione ferroviaria di Scurcola marsicana, sulla Avezzano-Roma, che necessità di interventi per 4,5 milioni. Bugnara invoca 15 milioni per i problemi del suo territorio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

