Disturbi evolutivi, sale l’attenzione

2 Giugno 2016

I risultati su 300 bambini dell’infanzia: il 30% ha forme di ritardo

PESCARA. Un maggiore impegno di tutte le istituzioni per prevenire forme di disturbo evolutivo in modo da non provocare sconvolgimenti all'interno dei nuclei familiari. È il senso del progetto "La scuola inclusiva" avviato dallo psicologo Franco Criscuolo in collaborazione con la Regione.

Trecento i bambini in età evolutiva che sono stati esaminati: la metà presenta linee evolutive buone e ben integrate all'adattamento. «Dobbiamo mantenere sempre alta l'attenzione», commenta l'assessore Marinella Sclocco, «il progetto Scuola Inclusiva mira proprio a questo: creare le condizioni migliori per prevenire la diverse forme di disturbo evolutivo, ed evitare che sul mondo della scuola si riversino responsabilità legate a possibili ritardi che si possono verificare in fase di certificazione dei disturbi».

Tra le diverse forme di disturbo evolutivo figurano il disturbo del linguaggio e il disturbo affettivo con percentuali vicine al 10%, di poco superiore la percentuale dei bambini con instabilità psicomotoria che comprende la capacità di regolare le competenze, come l'autocontrollo o la capacità di regolare il tono di voce o le reazioni.

«I dati dicono inoltre che i bambini con ritardo evolutivo sono una piccola percentuale comunque superiore a quei bambini considerati iperattivi», spiega lo psicologo, «dobbiamo lavorare ai processi di maturazione che interessano i più piccoli; le famiglie devono concentrarsi a valorizzare maggiormente i processi di maturazione perché solo in questo modo si riesce a cancellare l'instabilità che segna alcuni comportamenti del bambino».