Divieti e limiti E si spara solo tre giorni a settimana
PESCARA . Divieto di utilizzare munizioni contenenti piombo per la caccia al cinghiale (soprattutto se utilizzano armi a canna rigata), per salvaguardare la salute di chi mangerà quelle carni, e in...
PESCARA . Divieto di utilizzare munizioni contenenti piombo per la caccia al cinghiale (soprattutto se utilizzano armi a canna rigata), per salvaguardare la salute di chi mangerà quelle carni, e in tutte le zone umide del territorio regionale, per evitare l’inquinamento alle falde causato dal metallo pesante. E ancora, divieto assoluto di cacciare nelle aree protette, limitazioni molto pesanti nelle arre di protezione esterna, per tutelare le popolazioni di orso, e un limite giornaliero e stagionale di capi che si possono abbattere.
Sono alcune delle regole contenute nel calendario venatorio, attualmente sub judice, approvato dalla Regione. Il piano prevede che l’attività venatoria, con esclusione della caccia di selezione, possa essere esercitata per un massimo di tre giorni a settimana a scelta del cacciatore, escludendo comunque le giornate di martedì e venerdì. Le doppiette potranno entrare in azione soltanto da un’ora prima del sorgere del sole e fino al tramonto . Ogni cacciatore può prendere un numero massimo di capi, in base alla specie. In caso contrario si rischiano sanzioni molto pesanti. Per questo motivo ogni cacciatore deve annotare in modo indelebile, negli spazi del tesserino la data, il numero dei capi abbattuti con indicazione dettagliata della specie e il comune nel quale è avvenuto l’abbattimento. Inoltre chi pratica l’attività venatoria è obbligato a indossare almeno un capo di abbigliamento (cappello, copricapo, pettorina) ad alta visibilità. Questo tipo di obbligo non è previsto per quanti pratichino la caccia vagante in zone prive di superficie boscata e di macchia. (a.bag.)

