Donne e lavoro «Sono loro la risorsa per uscire dalla crisi»

13 Novembre 2014

Esperti a convegno: l’occupazione femminile è arrivata a meno 10.2%. Le pari opportunità aiuteranno la crescita

PESCARA. «Più donne meno crisi»: è con uno slogan che Giuseppe Mauro, professore di Economia politica all’università d’Annunzio, ha sintetizzato la carrellata di cifre di segno negativo – negli ultimi sei anni l’occupazione femminile è arrivata in Abruzzo al meno 10.2% – aprendo alla speranza di un’inversione perché, come ha detto, «è dalle donne che può arrivare la crescita economica».

A che punto è il rapporto tra donne e lavoro? E’ per rispondere a questa domanda che l’organizzazione Soroptimist di Pescara, presieduta da Elena Seller, ha organizzato il convegno nella Provincia di Pescara a cui hanno partecipato Gemma Andreini, presidente della commissione regionale Pari opportunità, Maria Rosaria La Morgia, giornalista di Tgr Abruzzo, Miriam D’Ascenzo, docente all’università d’Annunzio e Marinella Sclocco, assessore regionale al Lavoro, moderati dal direttore del Centro Mauro Tedeschini.

«L’occupazione in Abruzzo», ha spiegato Mauro nel suo intervento che ha preso le mosse dalla grave situazione italiana, «è composta da 279mila occupati maschi e 184mila femmine. Valori», ha commentato il docente, «che rispetto al 2008 sono scesi rispettivamente del 10.8% e del 10.2%». Complessivamente, ha aggiunto Mauro, l’Abruzzo ha un tasso occupazionale femminile del 41.5% e una differenza tra occupazione maschile e femminile del 21%. Percentuali, quindi, non solo molto lontane dagli obiettivi fissati da Lisbona (60% per l’occupazione femminile) ma che andrebbero a incidere negativamente sull’economia e sulla possibilità di crescita della regione. «I Paesi che hanno un tasso occupazionale femminile superiore riescono a sopportare meglio la crisi», ha ripetuto il docente invitando la politica ad andare in questa direzione perché, come ha sottolineato, «le pari opportunità sono una componente fondamentale dell’economia più dell’innovazione». Ad ascoltare perché la presenza femminile nel lavoro deve essere incentivata c’erano tante rappresentanti della politica e delle associazioni e, dopo Mauro, a prendere la parola è stata D’Ascenzo che si è soffermata sul ruolo della «donna acrobata» ma anche, «sull’effetto scoraggiamento». Per D’Ascenzo il lavoro della donna «è ancora considerato in aggiunta a quello dell’uomo ed è ancora difficile abbattere la discriminazione verticale nel lavoro, raggiungere ruoli apicali da parte delle donne». E’ sull’abbattimento di queste categorie che per i docenti la politica deve ancora lavorare perché, come hanno detto, «l’occupazione femminile farebbe crescere il reddito dell’Abruzzo».

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