E a Sulmona partorisce una madre in fuga

Una 32enne ha dato alla luce la piccola Hina, è ospite a Roccaraso. Il marito fucilato dai talebani
ROCCARASO. Fiocco rosa nella base militare di Roccaraso, dove il 16 agosto scorso sono arrivati una settantina di uomini, donne e bambini in fuga dal caos dell'aeroporto di Kabul caduta nelle mani dei talebani. Tra loro una donna di 32 anni scappata dall’Afghanistan con il pancione che ieri ha dato alla luce una bambina di 3 chili. Hina, questo il nome della piccola, è nata all’ospedale di Sulmona. In preda alla doglie, la neo mamma è stata portata in ambulanza fino al punto nascita. La piccola afgana è riuscita a venire al mondo lontana dal clima di terrore che si respira nella sua terra. Mamma e figlia stanno bene. Forse, però, Hima non conoscerà mai il suo papà. Sembra che la donna sia arrivata da sola in Italia. E c’è il forte sospetto che suo marito sia stato ucciso dai talebani prima di riuscire a mettersi in salvo su uno dei tanti aerei diretti in Occidente. Nella base militare di Roccaraso sono arrivati l'ambasciatore Vittorio Sandalli, diplomatici, imprenditori e operatori italiani, giornalisti e anche 20 afgani che hanno collaborato con il contingente e con la cooperazione italiana. Non tutti sono riusciti a scappare e salire su un aereo della speranza diretto in Occidente. Mancano all'appello centinaia di interpreti, autisti, baristi, personale che ha supportato il contingente italiano a Herat e i progetti di cooperazione ora finiti nella "lista nera" dei talebani per aver collaborato con le forze occidentali. Secondo le testimonianze che arrivano dal Medio Oriente i talebani stanno girando casa per casa a caccia dei "traditori". Le difficoltà di collegamenti con la capitale rendono complicato il trasferimento mentre il tempo stringe. (f.d.m.)

