E’ boom dei voucher in Abruzzo Che cosa sono, a chi convengono

Facili da usare, si possono comprare dappertutto (anche in tabaccheria e alla Posta) a 10 euro l’uno Sono un antidoto al lavoro nero: la paga netta è di 7,50 euro, il resto va tra Inps e Inail. Ecco come fare
PESCARA. Due milioni e mezzo quasi di voucher venduti per pagare lavoro accessorio. E' il dato per l'Abruzzo di questa forma di lavoro accessorio che permette prestazioni brevi e retribuite a pacchetti di 10 euro per ora, evitando prestazioni in nero. Nel 2015 l’incremento per l’Abruzzo è stato dell’80,9% (da 1.368.109 a 2.474.610) dopo un incremento del 71,8% tra il 2013 e il 2014. Il valore nominale totale è di oltre 24 milioni di euro. Ma come funzionano i voucher e a chi conviene utilizzarli?
Importo. L'importo nominale dei voucher, che sono numerati progressivamente e datati, è di 10 euro di ogni singolo voucher e comprende la contribuzione a favore della Gestione separata Inps (1,30 euro), quella in favore dell'Inail (0,70 euro) e una quota per la gestione del servizio (0,50 euro). Il compenso netto per il lavoratore è di 7,50 euro.
L'acquisto. La tipologia di attività per la quale è stato acquistato il maggior numero di voucher è il commercio (18%) seguita dai servizi (13,7%) e dal turismo (13%). Al crescente aumento della diffusione dei voucher, oltre all'estensione degli ambiti di utilizzo del lavoro accessorio, ha contribuito anche l'ampliamento delle modalità di acquisto. Inizialmente infatti i buoni lavoro erano reperibili solo presso le sedi Inps o tramite la procedura telematica. Successivamente si è allargato il numero dei luoghi dove possono essere acquistati, prima mediante le convenzioni con l'associazione dei tabaccai (FIT) e con le Banche Popolari, e infine con la possibilità di comprare i voucher presso tutti gli uffici postali. L'utilizzo dei voucher è permesso per attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7 .000 euro (lordo 9.333 euro) nel corso di un anno civile (dal 1 gennaio al 31 dicembre), annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. C'è però un limite di 2.000 euro l'anno per le prestazioni rese nei confronti del singolo datore di lavoro, imprenditore o professionista. La nuova disciplina introdotta dal Jobs Act, distingue due binari per le modalità di acquisto e la determinazione dell'importo dei buoni lavoro, e più precisamente. In caso di committenti imprenditori o liberi professionisti i voucher potranno essere acquistati esclusivamente tramite la procedura telematica, attraverso il sito Inps o il contact center dell'Istituto, previa registrazione del committente e del lavoratore. Per tutti gli altri soggetti (per esempio le famiglie), l'acquisto potrà avvenire presso le sedi Inps tramite la procedura telematica, attraverso il sito Inps o il contact center dell'Istituto, previa registrazione del committente e del lavoratore; presso i tabaccai, o gli sportelli bancari e postali.
Le eccezioni. Ci sono alcune eccezioni. È possibile ricorrere a lavoro accessorio sino a 7.000 euro anche in agricoltura solo se l'attività è svolta da pensionati o giovani studenti, oppure esclusivamente in favore dei piccoli imprenditori agricoli, a prescindere dallo status del lavoratore. Possono prestare lavoro accessorio anche i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito nel limite massimo di 3.000 euro di corrispettivo per anno solare. I committenti imprenditori o professionisti che ricorrono a prestazioni occasionali di tipo accessorio sono tenuti, prima dell'inizio della prestazione, a comunicare alla Direzione territoriale del lavoro competente, attraverso modalità telematiche, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore, indicando inoltre il luogo della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore ai 30 giorni successivi.
Gli abusi. In questi ultimi mesi i sindacati hanno criticato l’utilizzo dei voucher soprattutto in agricoltura. Secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, i voucher hanno portato a «un'immersione del lavoro che era regolare». Il ministro per le Politiche agricole ha aperto a una «riperimetrazione» dei buoni. Sull'utilizzo dei voucher anche il ministero del Lavoro e l'Inps hanno avviato nei mesi scorsi un monitoraggio.

