E c’è chi va all’estero «Ma non siamo cervelli in fuga»

11 Gennaio 2015

Medici, linguisti, ricercatori, sono centinaia gli abruzzesi che si formano nelle università della regione e poi emigrano

PESCARA. E poi ci sono quelli che vanno via. Quel pezzo di “generazione Renzi” che è partita dall’Abruzzo per cercare lavoro all’estero: giovani studiosi, imprenditori, neolaureati con un’idea e una speranza in tasca. C’è per esempio la ricercatrice sulmonese Marisa Mariani cui si deve una scoperta che cambierà la vita alle donne colpite da tumore alle ovaie. La scienziata, assieme ai suoi colleghi dell'Istituto di ricerca biomedica del Danbury Hospital in Connecticut (Stati Uniti), ha scoperto gli effetti della proteina Hgf e del suo recettore C-Met sui pazienti con la malattia in stato avanzato.

Da Sulmona viene anche la collega Annalisa Di Ruscio, 34 anni che da 7 vive a Boston e lavora all'Harvard medical school, dove ha scoperto l'interruttore per dei geni anticancro.

È partita da Arielli in provincia di Chieti Roberta D'Alessandro, 34 anni, tra i più giovani professori ordinari d'Europa. La D’Alessandro è titolare della cattedra di Italianistica dell'ateneo di Leida, il più antico in Olanda. L'università ha selezionato la linguista per il suo profilo internazionale e i risultati ottenuti nella ricerca. Roberta D'Alessandro si è laureata in Lingue e letterature straniere all'Università dell'Aquila nel 2000. Il suo percorso formativo ha incluso soggiorni di studio e di ricerca nelle università di Cornell (Usa), Utrecht (Olanda), Girona (Spagna) e di Helsinki (Finlandia). Ha conseguito, summa cum laude, un dottorato all'ateneo di Stoccarda, in Germania. L'ultimo grande obiettivo, prima della cattedra di Leida, la borsa di studio “Marie Curie”, ricercatrice associata a Cambridge, in Inghilterra. Qui la giovane professoressa si è occupata dello studio dei dialetti meridionali e in particolare di quello abruzzese, un modo per non dimenticare le sue radici. Sono partiti da Celano per approdare in Israele Antonella Di Pizio, 29 anni, e Francesco Della Costa (34). Hanno lasciato il Fucino per trasferirsi a Rehovot dove lavorano alla Hebrew University of Jerusalem. Antonella è un post-doc in chimica farmaceutica. Francesco è post-doc nel corso di linguistica e filologia italiana. Non si considerano “cervelli in fuga”, considerano il soggiorno all’estero «un'esperienza di vita fondamentale». Un concetto molto renziano.

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