E contro dissesto ed erosione la Regione “adotta” il vetiver

10 Maggio 2015

PESCARA. Può una semplice pianta risolvere il problema del dissesto idrogeologico e dell’erosione? Sì, e l’Abruzzo ricorrerà anche a lei per cercare di tamponare queste due emergenze. Non a caso la...

PESCARA. Può una semplice pianta risolvere il problema del dissesto idrogeologico e dell’erosione? Sì, e l’Abruzzo ricorrerà anche a lei per cercare di tamponare queste due emergenze. Non a caso la pianta in questione è il vetiver soprannominata la “pianta ingegnere”.

La Regione ha deciso di promuovere il suo utilizzo per prevenire il dissesto idrogeologico e favorire il risanamento ambientale. «Con questa pianta, che può arrivare fino a cinque metri di profondità, intendiamo stravolgere l'impostazione metodologica che finora è stata data alla base della lotta al dissesto idrogeologico», afferma l’assessore Donato Di Matteo, «del resto in un momento storico in cui le emergenze ambientali si moltiplicano e le risorse per fronteggiarle sono sempre più scarse, l'utilizzo del vetiver in bio-ingegneria può rendere più coeso il suolo favorendo, al tempo stesso, il consolidamento degli argini dei fiumi e dei torrenti».

Il vetiver inoltre non brucia e riesce a costruire un'autentica barriera rispetto all'eventuale aggressione delle fiamme e può essere impiegato nel recupero della biodiversità ambientale e persino in cosmesi. Infine, l'olio di vetiver può rendere solubile qualunque altro olio. «Non mi spenderei per un'iniziativa del genere se non fossi certo dei risultati che può determinare anche nell'ottica di creare nuova occupazione», aggiunge Di Matteo, «per questo, invito le amministrazioni comunali a investire risorse in questo ambito e le aziende vivaistiche a crederci di più anche perché i costi sono molti bassi».