E D’Alfonso annuncia: nuovo emendamento ed esposto in Procura

PESCARA . Nuova presentazione dell’emendamento alla Camera dei Deputati e un esposto alla magistratura per verificare se vi siano state delle omissioni. Il presidente della Regione Abruzzo e senatore...
PESCARA . Nuova presentazione dell’emendamento alla Camera dei Deputati e un esposto alla magistratura per verificare se vi siano state delle omissioni.
Il presidente della Regione Abruzzo e senatore Luciano D’Alfonso illustra le due linee d’azione che intende portare avanti per quanto riguarda la vicenda della restituzione delle tasse, da parte delle imprese dell’Aquila e del cratere, in seguito al sisma del 2009, all’indomani della bocciatura del relativo emendamento al “decreto Terremoto”.
La vicenda, emersa a novembre scorso, riguarda 320 soggetti tra imprese e persone fisiche, per un ammontare di 75 milioni di euro relativi alla restituzione delle agevolazioni fiscali e contributive del terremoto del 2009.
Obiettivo dell’emendamento - il primo firmatario è proprio D’Alfonso - è quello di innalzare la soglia del de minimis da 200mila a 500mila euro, come previsto sulla base “Temporary Framework”, applicata dall’Europa nel periodo del sisma e per tutto il 2011.
In questo modo, assicura il governatore-senatore, la questione si risolverebbe per almeno il 90% dei soggetti giuridici interessati.
«Per un problema di questo tipo», sottolinea D’Alfonso, «la soluzione è la norma, non l’ordine del giorno o la bonomia dell’occuparcene dopo. Il Senato non ha votato poiché alcuni senatori sono stati nei fatti pigri e non hanno avuto una consapevolezza all’altezza, forse perché scelti a caso. Dobbiamo assolutamente ricreare una condizione di consapevolezza, perché quando c’è un problema grave la soluzione è grave, è rilevante ed è quella della norma. Ci sono questioni che sono al di fuori dell’appartenenza partitica».
Ricordando che «aiuti e sostegni hanno fatto ripartire la vitalità economica di cui il territorio ha bisogno», D’Alfonso afferma che «non si può dire che l’impresa doveva verificare se la notifica fosse stata fatta o meno». In tal senso, D’Alfonso annuncia che «coinvolgeremo la magistratura, attraverso un giurista già individuato, per verificare se ci sono stati comportamenti omissivi».
Il problema, infatti, sarebbe sorto per la mancata notifica del regime di sostegno: «Non può essere», sottolinea il governatore, «che l’omissione della notifica, che toccava a figure dell’ordinamento governativo italiano, alla fine costituisca un gravame per le imprese danneggiate». D’Alfonso torna anche sulla vicenda della incompatibilità a ricoprire il doppio ruolo di senatore-governatore, che da mesi infiamma le cronache politiche abruzzesi, e che il M5S e le forze di centrodestra alla Regione gli rimproverano.
«Non appena vengo confermato nella condizione di eleggibilità accertata», ribadisce, «tolgo il doppio ruolo che non sta producendo né conflitto di interessi né doppio costo. Sto solo facendo io un doppio lavoro», conclude, «e mi pare che la mia agenda sia molto evidente a differenza di quella degli altri».
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