E il latte avrà l’etichetta d’origine

16 Ottobre 2016

Coldiretti: finalmente ci sarà trasparenza sui formaggi prodotti in Abruzzo

PESCARA. «L'obbligo dell'etichetta d'origine metterà finalmente in trasparenza i circa 80mila quintali di formaggi prodotti in Abruzzo di cui presumibilmente solo la metà prodotti con latte abruzzese». Lo sottolinea la Coldiretti regionale dopo il via libera dell'Unione europea alla richiesta italiana di indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari. Secondo i dati di Coldiretti Abruzzo, in regione 5mila famiglie sono legate alla produzione di latte, alla trasformazione, alla commercializzazione e a tutto l'indotto del mondo rurale (veterinari, mangimisti, produttori di cereali, ecc) di cui fanno parte una quarantina di caseifici artigianali e 500 allevatori di latte bovino che producono circa 700mila quintali di latte (che generano un indotto di oltre 40milioni di euro) destinati per metà circa all'imbottigliamento e per l'altra metà alla trasformazione in circa 40mila quintali di formaggio.

«A beneficiare della nuova norma» spiega Coldiretti «saranno non solo le aziende agricole regionale ma anche i consumatori che potranno così essere sicuri di mangiare formaggio veramente abruzzese».

In proposito Coldiretti Abruzzo ricorda che nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali sono citati ben 14 tipi di formaggi abruzzesi: caciotta di vacca, caciocavallo abruzzese, caciofiore aquilano, caciotta vaccina frentana, caprino abruzzese, ricotta di stazzo, giuncata vaccina, giuncatella abruzzese, Incanestrato di Castel del Monte, pecorino d'abruzzo, Pecorino di Atri, Pecorino di Farindola, Pecorino marcetto, scamorza abruzzese. Il provvedimento riguarda, sottolinea la Coldiretti, l'indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari che dovrà essere indicata in etichetta con: a) «paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte»; b) «paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato» c) «paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato».

Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato e trasformato nello stesso paese, l'indicazione di origine può essere assolta, precisa la Coldiretti, con l'utilizzo della seguente dicitura: «origine del latte: nome del paese».