E il vicesindaco-pastore scrive a Marsilio

27 Luglio 2019

Fondi all’agricoltura bloccati, dopo lo sciopero della fame Iulianella invia una lettera-denuncia

PESCINA. «Caro Presidente, sono trascorsi quei 15 giorni di tempo che ci siamo dati nella recente Conferenza dei Capigruppo per approfondire il problema legato alle liquidazioni delle misure cosiddette a superficie del Psr al mondo zootecnico». Così comincia la lettera aperta che Tiziano Iulianella, il pastore vicesindaco di Pescina ha inviato al governatore Marco Marsilio. É un nuovo sfogo-denuncia, il suo, dopo lo sciopero della fame attuato per protestare contro il blocco dei fondi alle imprese agricole abruzzesi ormai in ginocchio.
«Purtroppo, prendo atto a distanza di tempo che la situazione non è in alcun modo cambiata, visti i soliti palleggi tra uffici e scarichi di responsabilità, mentre le sofferenze delle nostre aziende continuano ad acuirsi. Il silenzio, il mancato confronto e le poche informazioni che ci vengono fornite, inoltre, contribuiscono ad alimentare da una parte la sfiducia verso l'istituzione che rappresenta e dall'altra incertezza sul nostro futuro e dei lavoratori», scrive Iulianella.
«Il venir meno di queste erogazioni, caro Presidente, che rappresentano linfa vitale per il sostegno del comparto e per l'attuazione della politica di sviluppo rurale, espongono noi allevatori a conseguenze di facile comprensione, costringendoci a rivolgerci al sistema creditizio per onorare fornitori e dipendenti. È giunta l'ora della responsabilità della Sua Giunta», continua.
«È giunto il momento di sbloccare i ritardi tecnici, l'inefficienza delle procedure informatiche e la burocrazia che stanno mettendo il cappio al collo alle nostre imprese, che pian piano perdono anche di competitività in assenza di nuove risorse da investire. Non è più tollerabile una situazione simile: i fondi europei dovrebbero essere spesi per sostenere il settore primario e non tornare indietro a Bruxelles. Auspico che Lei e la Sua Giunta prendiate per mano questa drammatica situazione per superare lo stallo. Viceversa», afferma il pastore, «dovremo seriamente pensare di cambiare il mestiere che, con passione, portiamo avanti da una vita intera, spiegando ai giovani che non vale la pena investire denaro e tempo in questo settore che ha caratterizzato la nostra regione. Il futuro delle nostre aziende, delle nostre famiglie, dei nostri lavoratori e dei prodotti di qualità che tentiamo, con sacrificio e dedizione, di portare sulle tavole degli abruzzesi e non solo, dunque, passa anche dalla Sua capacità di saper superare queste problematiche. In attesa di un riscontro a questo mio accorato appello che Le rivolgo a nome di tutto il comparto che sta subendo gravi danni per le mancate erogazione dei fondi», termina la lettera, «Le invio cordiali saluti con la speranza di non dover abbracciare lo strumento di altre azioni di protesta per richiamare l'attenzione dell'amministrazione regionale che dirige». (l.c.)