E l’Harley divide gli appassionati

13 Settembre 2014

LiveWire, la prima moto HD elettrica, non mette d’accordo gli harleysti abruzzesi

PESCARA. Tradizionalisti a ogni costo, futuristi e attendisti divisi tra il fascino della storia e la curiosità per quello che può essere. Si dividono in tre categorie i possessori abruzzesi di moto Harley-Davidson di fronte all'annunciato progetto della casa statunitense di progettare la prima moto elettrica. «Harley-Davidson», dice il presidente amministratore delegato Matt Levatich, «si è reinventata molte volte nella storia e ogni volta sono stati i nostri clienti a guidarci passo dopo passo in questi processi di trasformazione. Il progetto LiveWire è un altro di questi emozionanti momenti della nostra storia che i nostri clienti ci stanno regalando».

Di certo parliamo è una bella rivoluzione per un'azienda che deve buona parte del suo fascino al rumore inconfondibile dei suoi motori, un rombo che è stato anche tutelato con un brevetto. Cambiamento che può far storcere il naso a qualche appassionato.

In Abruzzo l'unico club Harley ufficiale è il Pescara Chapter Hog che ha sede nella concessionaria ufficiale per l'intera regione Cirotti. Sessantasette sono gli iscritti tra soci effettivi e aspiranti di tutte le età, si va dai 19 anni fino ai 60. Il gruppo abruzzese, oltre a organizzare il raduno denominato Run Dannunziano, partecipa, a gruppi, ad almeno quindici, venti raduni a livello nazionale.

Di recente una delegazione di ventotto harleysti ha partecipano al raduno europeo che si è tenuto in Croazia. «A me piacciono le cose uniche», confida Paolo, in sella alla prima Harley quattro anni fa, «se avessi la certezza di avere il primo esemplare elettrico a Pescara lo comprerei subito. È un'evoluzione storica di Harley, un progetto molto importante per il risparmio energetico». La pensa diversamente Giancarlo Di Fonso: «Capisco l'esigenza del mercato e del volersi proiettare verso il futuro, ma togliere il rumore vorrebbe dire snaturare il marchio. Il tipico rombo lo differenzia al novanta per cento dalle altre moto».

«Assolutamente non comprerei mai la moto elettrica», taglia netto Guido Piccirilli, «io mi vorrei togliere l'Harley a iniezione elettronica che ho per tornare a quella con carburatore. Già dieci anni fa con questo passaggio si era perso il fascino di un tempo». Sulla stessa linea Fabrizio Vispo: «Io tornerei sempre all'Harley a carburatore quando bisognava portarsi dietro tre litri d'olio». «Una moto elettrica», sottolinea Stefania Monaco, «sarebbe sicuramente meglio per le orecchie e se l'hanno pensata ci sarà un motivo, anche se il fascino dell'Harley resta sempre il motore».

«Per me», afferma Fabio Frasca, «è un'evoluzione dei motori a carburatore e come fu il passaggio dalla chitarra acustica a quella elettrica». Ha una visione romantica Sergio Papa: «L'Harley è un mito e tale deve restare, il sound ti fa innamorare, il rumore è tutto». Favorevole al cambiamento anche il più giovane del gruppo, Alessandro Nardis: «Con questo progetto stanno cercando l'innovazione».

Loris Zamparelli

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