E la Cna sbandiera conti da incubo

4 Febbraio 2016

Le associazioni di categoria chiedono un intervento del governo regionale

PESCARA. L'annunciato disimpegno della compagnia irlandese Ryanair dall'Aeroporto d'Abruzzo, già a partire dal prossimo mese di ottobre, «non può che generare preoccupazione tra imprenditori e cittadini». Lo afferma il presidente della Cna Abruzzo, Italo Lupo, secondo il quale «non si può giocare con il destino dell'unica infrastruttura davvero strategica di cui disponiamo». La perdita del principale vettore low cost dalle rotte abruzzesi, a detta della Cna, avrebbe un effetto «desertificazione» sullo scalo, senza contare i gravissimi danni collaterali prodotti sull'occupazione e l'indotto, a cominciare dalle attività alberghiere, le agenzie di viaggio, gli operatori turistici. Per Confartigianato i «I negozi si svuoteranno, sarà un massacro per alberghi e ristoranti. Minori entrate per 800mila euro al giorno» e perdite annuali «pari a circa 200 milioni». L'associazione chiede quindi l'istituzione immediata di un tavolo di emergenza, per una trasformazione della Saga. «Una catastrofe, un disastro economico per Pescara e l'Abruzzo», dice il presidente di Confartigianato Commercio Pescara, Massimiliano Pisani. Confesercenti rimarca che «il rischio isolamento che abbiamo denunciato in questi anni sta diventando una drammatica realtà. L'Abruzzo non può permettersi di uscire dalle rotte aeree: sarebbe semplicemente la fine del turismo moderno», affermano il direttore regionale di Confesercenti, Enzo Giammarino, e i responsabili delle sigle Confesercenti del settore turismo, Daniele Zunica (Assoturismo), Rivo Ciabattoni (Asshotel) e Giuseppe Susi (Fiba). Confcommercio Abruzzo con il presidente Roberto Donatelli e il direttore Celso Cioni chiede alla Regione «un incontro urgente teso a verificare la possibilità di scongiurare la definitiva chiusura dei voli Ryanair, onde evitare consistenti danni economici e conseguenze sul piano occupazionale che potrebbero essere pesantissime per le nostre imprese che, già da anni, si confrontano con le difficoltà note della crisi economica ed il calo dei consumi che ha caratterizzo tutto il mondo del terziario di mercato nella nostra Regione».