E Masci scrive al Governatore «A Pescara il Dea di II livello»

15 Agosto 2019

PESCARA . Inserire tra le priorità dell’agenda regionale la «definizione dell’annosa questione del riconoscimento del Dea di Ii livello all’ospedale di Pescara». È la richiesta del sindaco del...

PESCARA . Inserire tra le priorità dell’agenda regionale la «definizione dell’annosa questione del riconoscimento del Dea di Ii livello all’ospedale di Pescara». È la richiesta del sindaco del capoluogo adriatico, Carlo Masci, contenuta in una lettera indirizzata al presidente della Regione Marco Marsilio, al Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri e all’assessore alla sanità Nicoletta Verì. Nella nota il sindaco Carlo Masci ha evidenziato come l’ospedale civile abbia tutti i requisiti per ottenere il riconoscimento e si è detto pronto a confrontarsi in tempi brevissimi con tutti i soggetti interessati per arrivare alla risoluzione del problema.
«Il processo di riassetto strutturale e di qualifìcazione della rete assistenziale ospedaliera», scrive Masci, «deve basarsi su una serena quanto rigorosa valutazione dei presupposti di legge e dei dati clinici ed epidemiologici e non può essere svilito da questioni di mero campanilismo. In questo percorso verso la qualità e l’appropriatezza dell’assistenza sanitaria regionale, l’ospedale di Pescara ricopre un ruolo determinante e, in tal senso, la decisione della localizzazione presso lo stesso del Dea Il livello non può più attendere. In più occasioni il tavolo tecnico tra Mef e Ministero della Salute, bocciando per ben tre volte le proposte avanzate dal precedente governo regionale», sottolinea il sindaco, «ha evidenziato che l’assegnazione del Dea di li livello va riconosciuta alla struttura che possieda il maggior numero di requisiti previsti dalla legge». E non a caso, puntualizza Masci, «l’ospedale di Pescara è l’unica struttura in Abruzzo dotata di una serie di servizi ad alta complessità per affrontare le patologie che richiedono il Dea di II livello». Tra l’altro, conclude Masci, la struttura ospedaliera «riceve l’80% dei pazienti adulti e l’intera popolazione pediatrica per quanto riguarda le emegenze complesse della Regione. Questo fa sì che soltanto il Santo Spirito», conclude, «abbia tutti i requisiti previsti».