E nei reparti di geriatria è boom di ricoveri

5 Gennaio 2016

Pozone: i nostri vecchi diventano sempre più fragili, bisogna rafforzare Rsa e cure domiciliari

L'AQUILA. Un picco di decessi di persone, probabilmente anziane, che anche in Abruzzo si è registrato soprattutto nei primi mesi invernali e a luglio del 2015, fa probabilmente, il paio con l'aumento dei ricoveri di persone anziane nei reparti di Geriatria degli ospedali abruzzesi, come in quello del "San Salvatore" dell'Aquila, dove, secondo il primario Marco Pozone, «nell'anno appena concluso ci sono stati mille ricoveri, molti di più rispetto agli altri anni». Per gli esperti un tale aumento della mortalità è la conseguenza naturale anche del progressivo invecchiamento della popolazione italiana. Ma in un contesto di crisi economica e di tagli al sistema socio- sanitario, potrebbe invece essere cresciuto il rischio di mortalità tra i gruppi tipicamente più fragili: appunto, i vecchi. Per Pozone, sono tanti i fattori che incidono, tra cui, quest'anno in particolare, la campagna anti-vaccino che ha spaventato gli anziani tenendoli lontani da quello che sarebbe per loro un vero salvavita. Ma se la popolazione invecchia, il sistema sanitario deve evolvere di conseguenza, e con la trasformazione degli ospedali e la perdita del loro decennale ruolo di “assistenza sociale”, bisogna rafforzare gli altri strumenti: dalle Rsa (Residenze sanitarie per anziani) all'assistenza domiciliare integrata. Il dottop Pozone invita però a non generalizzare: «E' un fatto che i vecchi diventano sempre più vecchi e sempre più fragili. Io sono geriatra di ruolo dal 1979 e da circa due anni ci siamo resi conto che in reparto aumenta la frequenza con cui vengono ricoverati centenari, ultracentenari o persone che si avvicinano ai cento anni. E per le persone così anziane, l'inverno è il momento in cui le patologie più gravi e quelle croniche si riacutizzano. Con la forte riduzione dei vaccini per la negativa campagna portata avanti per settimane - una cosa gravissima - molti anziani non si sono vaccinati e i ricoveri per le complicazioni influenzali sono aumentati». Poi c'è il grave problema delle persone con demenze. «Quando è molto caldo, per esempio, le persone con un disturbo cognitivo perdono il senso della sete e non bevono e si disidratano con complicazioni gravissime». Ifine la solitudine: «Il popolo italiano non abbandona i suoi vecchi. Tuttavia noi medici gerontologi quando prescriviamo dei farmaci dobbiamo chiederci se qualcuno li andrà a prelevare».

Marianna Gianforte

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