E Noemi va a scuola grazie a Skype

17 Settembre 2019

L’annuncio di papà Andrea Sciarretta che il 27 incontra l’assessore

GUARDIAGRELE . Anche per Noemi, la bimba di Guardiagrele affetta da atrofia muscolare spinale la scuola è iniziata, ma solo grazie a Skype e per la buona volontà delle maestre che hanno voluto condividere con la piccola la partenza del nuovo anno scolastico. «Oggi tutti a scuola», scrive il papà, Andrea Sciarretta. «Mattia inizia la prima media, Noemi invece dovrebbe iniziare la seconda elementare», ma di fatto, non è stato ancora nominato l’insegnante di sostegno che deve affiancare la bimba nel suo percorso scolastico. «Non ho mai capito il perché i bimbi con disabilità, e nello specifico chi non può frequentare, non hanno lo stesso inizio e diritto scolastico. Eppure basterebbe un po’ di anticipo ed impegno istituzionale in più per far iniziare tutti i bimbi lo stesso giorno! Vi farò sapere quando Noemi inizia, per farvi capire cosa significa essere fragile. La civiltà di un paese si vede dalle piccole cose». Oggi, intanto, arrivano a Pescara il primario di bronco pneumologia dell’ospedale Bambin Gesù di Roma e un medico dello stesso reparto per dare il via alla formazione degli operatori specializzati che dovranno lavorare all’interno dell’unità di terapia sub-intensiva pediatrica istituita, grazie alla tenacia di Andrea Sciarretta, all’ospedale Spirito Santo, e il 27 il papà della piccola Noemi incontrerà l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì. «Un inizio importante», dice Andrea Sciarretta, in attesa che il reparto entri in funzione. All’assessore Verì il papà di Noemi chiederà notizia circa la pubblicazione del bando regionale che assegna fondi per i caregiver che assistono familiari affette da disabilità gravissime. L’anno scorso il bando prevedeva uno stanziamento di 300mila euro, e riuscì a finanziare 30 famiglie, anche se in realtà, in Abruzzo ve ne sono almeno il doppio che avrebbero bisogno di un sostegno. «L’assessore Verì», dice Andrea Sciarretta, «ha preso l’impegno di condividere il nostro percorso e sentiamo che di aver trovato una persona amica, oltre all’aspetto istituzionale». Certo, ci sarebbe bisogno di una legge che trasformi l’intervento in qualcosa di strutturale. «Si potrebbe chiamare “Legge Noemi”», conclude Andrea, «e rappresenterebbe una rivoluzione culturale e di sensibilità, rendendo l’Abruzzo una regione capofila a livello italiano affinché ci siano dei fondi dedicati e costanti». (a.bag.)