E Salvini parte dall’Abruzzo per il referendum elettorale

17 Settembre 2019

PESCARA. L'Abruzzo si ritrova ancora una volta al centro dei piani di Matteo Salvini. Dopo il tour estivo lungo la costa con cui, partendo da Pescara, avrebbe dovuto conquistare consensi al Sud, il...

PESCARA. L'Abruzzo si ritrova ancora una volta al centro dei piani di Matteo Salvini. Dopo il tour estivo lungo la costa con cui, partendo da Pescara, avrebbe dovuto conquistare consensi al Sud, il leader del Carroccio lancia la proposta di referendum per l'abolizione della quota proporzionale. E lo fa coinvolgendo cinque regioni tra cui si fa subito avanti l’Abruzzo. Giuseppe Bellachioma, segretario regionale del partito, appena rientrato da Pontida, lo conferma: «La Lega è pronta a partire da qui in Abruzzo per farsi promotrice, con tutte le altre forze del centrodestra in Regione, della proposta referendaria per l’abolizione della quota proporzionale di due terzi dei seggi così come previsto dall’attuale sistema elettorale, per arrivare, finalmente, a un sistema maggioritario puro».
La proposta referendaria dev’essere chiesta da cinque regioni. E l’iter parte dal Consiglio regionale attraverso il lavoro nelle commissioni e poi dalla decisione con il voto in aula.
«Nei 630 collegi uninominli», continua Bellachioma, «ogni elettore avrà così la possibilità di conoscere il nome e cognome del candidato che effettivamente poi andrà in Parlamento. Verrà tolta la quota proporzionale per rendere il sistema totalmente maggioritario come avviene per l’elezione diretta dei sindaci nei nostri Comuni. Ci apprestiamo a compiere un atto altamente democratico e costituzionale», afferma ancora il segretario regionale di Lega Abruzzo per Salvini, «e lo facciamo proprio attraverso l’indizione del referendum popolare per l'abrogazione parziale del Rosatellum».
E qui parte l’appello del leghista agli alleati in Regione perché senza di loro il piano di Salvini non avrebbe successo. «Chiamo al senso di responsabilità il centrodestra abruzzese», conclude Bellachioma, «per un iter che mi auguro possa essere concluso entro settembre, perché il proporzionale, come vuole il governo Conte bis, sarebbe solo un ritorno al passato». (l.c.)