E Scanno teme lo scempio edilizio

4 Settembre 2014

Firme contro l’affitto a una ditta romana di una parte delle sponde del lago

SCANNO. Finiscono in affitto le rive del lago di Scanno, il bacino naturale più grande della regione. Il Comune non vende, ma cede per 99 anni un tratto delle sponde a una ditta di Roma, la Edil Gm che opera nel settore movimento terra (sbancamenti, scavi a sezione obbligata, scavi archeologici), nel settore delle urbanizzazioni (fognature, acquedotti, strade) e nel settore delle demolizioni (civili e industriali).

L' impresa intende costruire tre ville, trasformando l’immobile che fino al 2012 era l’abitazione dello scrittore gallese Colm Thomas. C'è chi è pronto a giurare che sulle rive del lago verrà costruito un complesso turistico, ma il sindaco Pietro Spacone risponde: «Nessuna cementificazione incontrollata».

Il via libera all’affitto di un tratto delle sponde è arrivato dal consiglio comunale, innescando le polemiche in paese. La ditta romana pagherà al Comune un canone di circa mille euro l’anno. Ma contro la richiesta e la temuta colata di cemento sul lago è stata promossa una petizione popolare, ispirata dal movimento politico “La Viè Nova”.Oltre 600 le firme che esprimono la contrarietà dei cittadini alla indisponibilità dell'area, che rappresenta una delle poche vie di accesso rimaste al lago di Scanno. «La raccolta di firme sollecita l'amministrazione comunale a trovare soluzioni alternative», commenta Gianfederico Pietrantoni, capogruppo in consiglio comunale del movimento politico “La Viè Nova”, «affinché non sia disperso il nostro patrimonio territoriale ma che venga piuttosto valorizzato e trasformato in opportunità di lavoro. Qualcun altro preferisce svendere i gioielli della corona, noi no».

Un decreto di trasferimento drl tribunale di Sulmona afferma che la società laziale, che ora si "appropria" di altri 800 metri quadri di terreno, è già proprietaria della casa che si trova sull’area.

Ma la scelta del Comune di cedere in affitto per 99 anni – con la facoltà del rinnovo automatico – un tratto delle rive del lago all'impresa non piace a tutti i rappresentanti comunali. «In rappresentanza di coloro che hanno firmato la petizione» aggiunge Pietrantoni , «insisteremo sul fatto che un gioiello come il lago non si svende ma si tutela».

L'opposizione all'affitto per 99 anni delle rive del lago di Scanno arriva anche dalle associazioni ambientaliste abruzzesi, che lanciano l'allarme sulla cementificazione delle sponde. «Invece di impedire la manipolazione di un' area importante come quella del lago», commenta Augusto De Santis, presidente della Stazione ornitologica abruzzese Onlus, «è bene ricordare che si tratta di un sito di interesse comunitario e quindi di una zona di protezione speciale. Tutti i piani che possono avere incidenze significative sull'area del lago e che non siano direttamente connessi e necessari alla sua gestione devono essere invece assoggettati alla procedura di valutazione di incidenza ambientale».

Smentisce invece con fermezza il sindaco Pietro Spacone quanti fanno prevedere l'ennesima gettata di cemento e la costruzione di un nuovo complesso turistico sulle rive del lago. «Nulla di più falso», dice il primo cittadino di Scanno, «poiché gli unici interventi edilizi possibili sulle sponde del lago sono la ristrutturazione o demolizione e ricostruzione dell'edificio esistente, nella piena rispondenza delle volumetrie e coperture esistenti. E' stato presentato un progetto, che comunque garantirebbe una riqualificazione dell’area oggi in uno stato di degrado evidente a tutti. Il Comune inoltre, per necessità o interesse pubblico, in ogni momento potrà riottenere la proprietà e disponibilità dell’area con relativo immobile, versando al privato l’indennizzo di legge».

Massimiliano Lavillotti

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