E su Ombrina i giudici rinviano a giugno

5 Febbraio 2015

Il Consiglio di Stato non decide sul ricorso contro l’iter autorizzativo: si rimette in moto la protesta

PESCARA. Si prevedono altre polemiche, e manifestazioni di protesta in strada contro il progetto di petrolizzazione Ombrina Mare 2, nel tratto di mare davanti alla costa teatina. Dalla udienza di ieri al Consiglio di Stato è infatti uscito un altro rinvio sul ricorso presentato dalla Rockhopper Italia spa (già Medoil Gas Italia Spa) contro la precedente decisione del Tar del Lazio che aveva bloccato l'iter autorizzativo della piattaforma di perforazione offshore a 5,5 chilometri al largo della Costa dei Trabocchi. I giudici si sono infatti riservati di decidere nel merito con una sentenza definitiva che sarà pronunciata il prossimo 5 giugno.

Sentenza definitiva significa che, nel caso in cui saranno accolte le tesi della Provincia, dei Comuni e di Nuovo Senso Civico, Ombrina mare sarà sottoposta alla valutazione Aia (Autorizzazione Integrata ambientale); se invece venissero accolte le motivazioni della società proponente, aggiungono i legali di Nuovo Senso Civico, l'iter autorizzativo continuerebbe il suo corso come in passato.

Adesso la battaglia si sposterà sul piano giuridico da un lato e dall’altra sul ritorno alla mobilitazione popolare. «Gli abruzzesi non arretreranno di un solo centimetro dalle posizioni assunte ormai da un decennio di lotte», conferma Alessandro Lanci presidente di Nuovo Senso Civico Abruzzo. «È probabile che in alcuni casi funzionari e dirigenti pubblici abbiano disatteso le normative», spiega Lanci, «adesso pretendiamo l'applicazione è il rispetto pieno delle leggi e delle norme in vigore, che se applicate correttamente non permetterebbero a progetti come questo di essere autorizzati. Agiremo anche sul piano legale a carico di chi non dovesse far rispettare le norme per garantire la legalità piena di alcune procedure autorizzative di diritto minerario». E la ricercatrice Anna Rita D’Orsogna aggiunge: «E’ strabiliante che la Medoilgas/Rockhopper persista nel perseguire i suoi diabolici progetti sebbene la stragrande maggioranza dell'Abruzzo civile, politico ed accademico abbia manifestato ed intelligentemente argomentato il proprio no nel corso di oltre sette anni». Nel frattempo Rockhopper Italia spa ha perso l’addetto stampa: Clemente Senni infatti ha preso l’incarico di capo della comunicazione di Alitalia. Per lui un ritorno dopo tre anni.(a.mo.)

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