E Sulmona risponde con “#occupazioneperenne”

5 Maggio 2015

SULMONA. Il presidio pro punto nascita al 38° giorno di occupazione dell’aula consiliare non si lascia scoraggiare dal parere dell’Agenas, che ha confermato la chiusura del reparto sulmonese. Gli...

SULMONA. Il presidio pro punto nascita al 38° giorno di occupazione dell’aula consiliare non si lascia scoraggiare dal parere dell’Agenas, che ha confermato la chiusura del reparto sulmonese. Gli attivisti della Maternità dell'Annunziata, infatti, lanciano l’hashtag #occupazioneperenne, che sta facendo il giro del web e che è diventato lo slogan-tormentone del momento. «Non possiamo abbassare la testa e subire, riprendiamoci con forza almeno il diritto alla salute» protesta il consigliere di opposizione e portavoce del presidio Luigi La Civita «basta, la politica deve mobilitarsi sul serio e fare la sua parte, non può più limitarsi ad operazioni di facciata, le famiglie del Centro Abruzzo non sono più disposte a subire. Il presidente-commissario D’Alfonso deve rivedere un decreto che calpesta e cancella un’intera comunità. Le urgenze, i parti improvvisi e veloci ci danno la prova tangibile dei futuri scenari».

Intanto, mentre la Regione è pronta ad istituire una postazione permanete di elisoccorso attrezzata per le urgenze legate ai parti, il sindaco di Sulmona Giuseppe Ranalli ha incontrato i sindacati, che gli hanno illustrato la loro piattaforma. «L’idea è quella di creare un’organizzazione ospedaliera unica sul territorio della Valle Peligna e dell’Alto Sangro arrivando a definire un ospedale di primo livello per salvaguardare tutte le unità operative e i servizi presenti, compreso il punto nascita» incalzano Anthony Pasqualone (Fp Cgil), Marcello Ferretti (Fp Cisl), Nicola Cieri (Uil fpl) e Antonio Santilli (Nursind) «prevedendo anche una vocazione per l’Annunziata attraverso una specialistica che sia da punto di riferimento regionale come avvenuto per Ortona sulla senologia. Continuiamo la battaglia per scongiurare la chiusura del punto nascita in ragione delle numerose perplessità che si hanno per quel che concerne la sicurezza delle madri e dei nascituri in un territorio come il centro Abruzzo dove l’attivazione dello Stam e dello Sten diventerebbe ancora più complessa in assenza del servizio di sanità». L’apertura delle trattative, dunque, non lascia indifferente il sindaco Ranalli. «La piattaforma sulla tutela dell’ospedale la stiamo portando avanti dal mio insediamento, certo per noi resta un punto fermo la sicurezza delle mamme e dei bambini e quindi la salvezza del reparto. Io non sarò il sindaco di un nosocomio per la geriatria, qui servono iniezioni di nuovo personale e reparti di eccellenza. Negli anni, invece, questo ospedale è stato spogliato pezzo dopo pezzo e qualcuno dovrà assumersene le responsabilità».

Federica Pantano

©RIPRODUZIONE RISERVATA