«Eccellente, buono e scarso» Dove fare il bagno (e dove no)

Divieti permanenti in diciotto punti della costa, dieci di essi possono essere riaperti dopo due controlli maglia nera a Pescara, i dati migliori nel Teramano. Promosse a pieni voti Fossacesia e Tortoreto
PESCARA. Anche quella 2016 sarà un'estate difficile per l'Abruzzo sul fronte della balneazione, con la depurazione ed il risanamento dei fiumi che restano una delle priorità assolute. Nonostante un lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti, la situazione sulla qualità delle acque resta critica e l'Abruzzo parte con ben 18 tratti di costa chiusa. Per otto di questi il divieto è permanente, mentre gli altri dieci iniziano con il divieto il primo maggio e possono essere riaperti solo a seguito di due campionamenti favorevoli. Meno della metà dei tratti costieri abruzzesi, il 49,1%, è nella qualità migliore, la categoria "eccellente"; poco meno del 20% è nella categoria "buono", quasi il 15% nella categoria "sufficiente" e il 16,5% nella categoria "scarso".
I dati emergono dalla delibera della giunta regionale che contiene la classificazione delle acque.
La “maglia nera” spetta a Pescara: il 29,4% di tratti costieri è classificato "scarso", il 41,2% "eccellente". I dati migliori si registrano nel Teramano (9,3% scarso e oltre la metà, il 52,2%, eccellente); segue Chieti (18,3% scarso, 49,1% eccellente).
Dal confronto con le altre regioni, fa notare il Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, emerge un quadro drammatico: in Emilia Romagna, ad esempio, l'89,5% della costa è "eccellente" e la percentuale dei tratti “scarsi” è pari a zero; nelle Marche l'84,2% viene classificato come "eccellente" e solo il 5,4% come "scarso".
I dieci tratti che partono col divieto di balneazione il primo maggio e che possono essere riaperti solo a seguito di due campionamenti favorevoli, sono a Martinsicuro (250 metri nord della Foce del Vibrata), Alba Adriatica (250 metri sud della Foce del Vibrata), Città Sant'Angelo (50 metri sud della Foce del Torrente Piomba e 300 metri a nord della Foce del Fiume Saline), Pescara, (zona antistante via Muzii, zona antistante via Galilei e zona antistante via Balilla), Francavilla al mare (140 metri sud Fosso S. Lorenzo), Vasto (zona antistante Fosso della Paurosa e 1.100 metri a nord molo Marina di Vasto).
La normativa europea, inoltre, impone il divieto permanente per otto tratti di costa (vedi tabella in alto), perché classificati come "scarsi" per cinque anni consecutivi.
Non mancano i casi positivi. Due le località che hanno il 100% dei punti "eccellenti": Fossacesia, che vede confermata la qualità delle sue acque, e della “new entry” Tortoreto. I numeri salgono se si considerano quelle località le cui acque sono classificate come "eccellenti" e "buone": Montesilvano, Silvi, Rocca San Giovanni e San Salvo.
«In Abruzzo i nodi sono arrivati al pettine», affermano Augusto De Sanctis e Loredana Di Paola del Forum Acqua: «Se i nostri fiumi sono stati ridotti a fogne e i depuratori, per oltre il 50%, funzionano male o per nulla lo dobbiamo ad una politica dissennata di gestione della cosa pubblica».
Il Forum H2o – che ha analizzato i dati insieme a Nuovo senso civico, Pescara PuntoZero e Zona 22 – pretende una serie di azioni in materia di informazione costante ai cittadini, partecipazione, bonifica e disinquinamento, «investendo seriamente sulla depurazione». «Il risultato di Fossacesia», sottolinea invece soddisfatto il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, «è frutto della collaborazione tra la Sasi, ente gestore, che fa funzionare bene i depuratori, e l'amministrazione, attenta a qualsiasi tipo di abusivismo. Tutti e cinque i chilometri della nostra costa sono “eccellenti” e questo è dovuto non solo al lavoro della mia amministrazione, ma anche a quelle precedenti: ormai da tempo qui si tiene in debita considerazione la tutela del mare e dell'ambiente».
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