Ecco i manager a tempo: dagli atenei alle imprese
L’AQUILA. La prima proposta operativa che viene fuori dal confronto tra imprese ed esperti – sotto il marchio dei dicasteri degli Affari esteri e dello sviluppo economico, insieme a Ice-Agenzia,...
L’AQUILA. La prima proposta operativa che viene fuori dal confronto tra imprese ed esperti – sotto il marchio dei dicasteri degli Affari esteri e dello sviluppo economico, insieme a Ice-Agenzia, Sace, Simest, in collaborazione con Rete imprese Italia, Confindustria, Unioncamere e Alleanza delle cooperative italiane – è quella dei temporary export manager, ritenuti una figura-chiave per l’internazionalizzazione.
Roberto Luongo, dg Ice-Agenzia (una rete di 65 uffici e 14 punti di corrispondenza in 65 paesi del mondo), annuncia un fondo di 20 milioni. L’idea, piaciuta subito a Lolli, prevede che, ad esempio, in Abruzzo, per 9 mesi, sia dato lavoro a trenta giovani presi dalle università e formati da Ice per farli diventare manager temporanei per attività internazionali. Saranno poi messi a disposizione del sistema delle piccole imprese che li avrà per un periodo di accompagnamento negli affari esteri e poi potrà scegliere se confermarli o meno.
Secondo Pistelli «parlare di internazionalizzazione anche in un contesto come L’Aquila a sei anni dal terremoto è difficile ma va fatto, altrimenti si resta piegati e in ginocchio su una tragedia accaduta ormai troppi anni fa. Il problema vero è la ricostruzione del centro storico che ha caratteristiche peculiari che vanno considerate. Nelle zone non centrali la ricostruzione è andata avanti. Ci poniamo il problema di cosa fare delle abitazioni provvisorie messe a disposizione nel dopo sisma. Questa dell’Aquila è una missione nazionale per troppo tempo dimenticata per cui spero che ai più alti livelli, presidenza della Repubblica e presidenza del Consiglio, si riprenda in mano presto e bene». (e.n.)
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