Ecco l’Abruzzo del lusso, l’export della moda ora vale 564 milioni di euro

15 Gennaio 2026

Brioni e Brunello Cucinelli rilanciano il settore dopo gli anni della crisi. Ma qui nascono anche le creazioni di Gucci, Chanel e Louis Vuitton

PESCARA. In Abruzzo si producono capi di abbigliamento che costano migliaia e migliaia di euro, veri e propri oggetti del desiderio. Le creazioni dei grandi marchi della moda, a partire da Brioni e Brunello Cucinelli fino a Gucci, Chanel e Louis Vuitton nascono anche nelle fabbriche incastonate tra le nostre montagne e nell’area artigianale teramana. È un mercato del lusso che guarda ai ricchi. Si chiama “L’Abruzzo del lusso” un’altra puntata di “31 minuti”, settimanale di approfondimento di Rete8 in collaborazione con il Centro che va in onda questa sera alle ore 22.30 (regia Danilo Cinquino e Antonio D’Ottavio).

Nell’Abruzzo della moda ci sono circa 2.100 imprese, tra tessile, calzature e pelletteria. In questo settore lavorano 12mila persone. Una rinascita dopo la crisi e i licenziamenti. Sono grandi numeri che raccontano che anche l’Abruzzo dei sarti è una terra che confeziona pezzi particolarmente pregiati, apprezzati nel mondo e anche costosi. Nel 2024 l’Abruzzo ha esportato prodotti di moda per 564 milioni di euro, soprattutto verso la Germania e gli Stati Uniti. Intorno ai grandi marchi, si snoda una filiera di piccole e medie imprese: a Penne, nel cuore dell’area vestina, hanno sede Brioni e Cucinelli: quegli abiti precisi al millimetro, realizzati con tessuti di qualità eccellente, sono confezionati dalle mani dei sarti che qui hanno una maestria straordinaria. Punto dopo punto, il risultato è un made in Abruzzo che piace nel mondo.

A Penne c’è una lunga tradizione artigianale e sartoriale, una storia radicata e riconosciuta ufficialmente da una legge regionale che ha definito Penne “Città della sartoria artigianale”. La presenza dello stabilimento Brioni, attivo dagli anni ’60, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di un distretto tessile di alta qualità. Nell’area vestina, oggi, sono attivi circa 1.500 addetti del settore. Cucinelli è arrivato nel 2024 e, già un anno dopo, ha aperto una seconda linea produttivo con un progetto di espansione fino a oltre trecento occupati. Lo sa bene il sindaco Gilberto Petrucci che ora aspetta altri investimenti attratti dall’effetto Cucinelli. A Cucinelli e alla sua filosofia aziendale è dedicato un servizio realizzato da Giuliano Vernaschi.

Secondo le previsioni dei vertici politici della Regione Abruzzo, per la filiera della moda arriveranno nuovi sostegni, inclusi circa 100 milioni di euro «per progetti di respiro importante e strumenti come la certificazione della filiera che garantiranno equità, correttezza normativa e competitività, contrastando fenomeni come l’ultra fast fashion».

I numeri della moda abruzzese attirano anche l’interesse del governo Meloni. «Sul territorio si trovano grandi poli produttivi e soprattutto piccole aziende che vantano eccellenza artigianale e un profondo legame ai valori, alle identità del territorio», dice il ministro Adolfo Urso. «Il comparto moda italiano è uno dei pilastri della nostra economia, con 80.000 imprese e oltre 400.000 addetti, il numero più alto in Europa, che genera un valore aggiunto di 75 miliardi di euro, che è pari al 5% del Pil nazionale», dice il sottosegretario al Made in Italy Fausta Bergamotto, «l’Italia è il secondo esportatore mondiale in tessile, di abbigliamento e pensate, il primo nell’Unione Europea. In Abruzzo», continua Bergamotto, «questo patrimonio è particolarmente vivo, oltre 2.000 imprese e 12.000 addetti, che da anni contribuiscono al prestigio del Made in Italy, con qualità, con affidabilità e un forte radicamento territoriale. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy sta lavorando per accompagnare questa filiera lungo un percorso di trasformazione che non possiamo più rimandare».

A questa rete di imprese che fa della qualità il suo tratto distintivo, le Camere di commercio di Chieti Pescara e del Gran Sasso d’Italia hanno dedicato un appuntamento chiamato Stati Generali della moda che si è svolto il 3 dicembre scorso a Pescara. «Il nostro territorio», spiega Tosca Chersich, dirigente della Camera di Commercio di Chieti Pescara, «non è solo il territorio dell’automotive, della farmaceutica e dell’agroalimentare ma è anche il territorio dell’ecosistema moda che significa alta sartoria, artigianato tessile, pelletteria. È un comparto vitale per il territorio: lo dicono sicuramente i numeri, valore della produzione, quindi fatturato, dati dell’export fondamentali, ma c’è qualcosa che va anche oltre i soli dati e cioè è quella capacità di intercettare i mercati del lusso e dell’alta manifattura e quella capacità di mixare un’artigianalità straordinaria con le tradizioni antiche e con l'innovazione».

Abiti, giacche, borse e accessori prodotti in Abruzzo sono riservati a una clientela esclusiva. Si parla tanto di crisi del mercato del lusso, anche alla luce della congiuntura economica internazionale, ma è davvero così? Di questo aspetto, durante gli Stati Generali della moda, hanno parlato due giornaliste particolarmente note in questo settore, Maria Latella ha intervistato Mariella Milani.

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