«Elettrodotto Terna Piloni in aree a rischio esondazione»

27 Gennaio 2015

De Sanctis: «In otto punti pericolosità elevata» I comitati chiedono alla Regione la revoca dei permessi

PESCARA. Pericolo di esondazioni soprattutto nel pescarese e rischio frane nel teatino. È la denuncia lanciata ieri da una serie di comitati ed associazioni pochi giorni dopo dall’inizio dei lavori che porteranno alla realizzazione del collegamento Hdvc Italia-Montenegro, il cosiddetto elettrodotto della società Terna, approdato la settimana scorsa sulla costa pescarese, su viale Primo Vere, con già una serie di aree, nei pressi del fiume Pescara, destinate ad ospitare i cantieri.

E sarebbero state proprio queste, all’indomani del maltempo a cui sono state sottoposte venerdì scorso, ad essere state sommerse dall’acqua, come ha rilevato Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese movimenti per l’Acqua, il quale ieri - nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno preso parte Mirella Di Rosa del comitato di Casacanditella e Fara Filiorum Petri, Simona Di Iorio dell'AssoConsum di Chieti e Antonio Palozzo del comitato No Elettrodotto di Cepagatti – per conto dei comitati che vanno, tra gli altri, da quello di San Martino della Marrucina al comitato Ambiente salute e territorio, ha chiesto il ritiro, in autotutela, delle concessioni rilasciate a Terna da parte della Regione Abruzzo.

Un rischio di esondazione, secondo i comitati (per i quali 55 sostegni su 151 totali sarebbero in aree a rischio idrogeologico), si manifesterebbe in otto aree del Pescarese: sette sul fiume Pescara e una sul fiume Sangro. «Per questi otto punti», ha sottolineato De Santis, «la pericolosità di esondazione sarebbe “molto elevata”». Una pericolosità “elevata” sarebbe stata invece rilevata in altre quattro aree: due sul fiume Pescara e altre due sul fiume Sinello. Le due aree a “pericolosità moderata”, sempre in riferimento a delle potenziali esondazioni, sono state individuate una sul fiume Sangro, all’altezza di Paglieta, e un'altra, poi, sul fiume Pescara, a Chieti Scalo. In totale le aree a rischio esondazione sarebbero 18. Trentasette sarebbero invece le aree a rischio di frane in regione. Tra queste sono state classificate a pericolosità «molto elevata» tre siti di Atessa e uno di Guardiagrele, mentre tra le 31 considerate a pericolosità «elevata», molte sarebbero concentrate a Filetto, sul versante del torrente Dendalo. La mappa che il maltempo ha intanto disegnata nel fine settimana scorso sulle sponde del fume Pescara, dice che la parte maggiormente colpita è stata quella di Villa Reia di Cepagatti, e poi a seguire Cepagatti e Villanova. Tra questi siti, il sostegno numero 15, a Villa Reia, con il solo apice del picchetto d’angolo che svettava sabato scorso sull’acqua del fiume Pescara, e l’area, sempre a Villa Reia, che dovrebbe ospitare il sostegno 15, dove sabato scorso però vi scorreva un torrente.

Vito de Luca

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