Elisoccorso abruzzese “salvo”: ecco vigili del fuoco e finanza

18 Settembre 2026

Scongiurato, per ora, il blocco: rete di solidarietà da Lazio, Marche e Umbria

PESCARA

L’elisoccorso del 118 in Abruzzo è garantito anche oggi e nei prossimi giorni, con un elicottero della Avincis Aviation Italia spa, cioè la ditta in scadenza di contratto dopo 4 proroghe in 4 anni, e con un altro velivolo messo a disposizione dai vigili del fuoco e dalla guardia di finanza. «Non ci sarà interruzione del servizio di elisoccorso», promette il dipartimento Sanità della Regione Abruzzo ma, stavolta, la procedura amministrativa si muove su un terreno accidentato: sono andate deserte due procedure di gara – la prima aperta e la seconda negoziata previa manifestazione di interesse e consultazione preliminare di mercato – gestite dall’Areacom, l’agenzia regionale dei grandi appalti.

L’appalto dell’elisoccorso abruzzese è scaduto martedì scorso: per garantire una soluzione ponte in attesa di un’altra gara d’appalto, la giunta Marsilio ha messo sul piatto 21 milioni di euro con un «provvedimento urgente» ma finora il caso resta irrisolto. Il dipartimento Sanità dice che tutto dovrebbe tornare alla normalità «nei prossimi giorni»: l’Areacom starebbe chiudendo un affidamento ponte triennale «con gli operatori che hanno manifestato la disponibilità ad effettuare il servizio che verrà perfezionato con la successiva contrattualizzazione da parte della Asl di Pescara nei prossimi giorni».

La nota del dipartimento Sanità spiega cosa accadrà adesso: «Nelle more del nuovo affidamento, gli uffici regionali e quelli della stessa Areacom, insieme ai responsabili delle basi dell’elisoccorso dell’Aquila e di Pescara, hanno condiviso una riorganizzazione delle attività assicurando la piena operatività del servizio nelle due basi sia con i mezzi di soccorso dell’operatore in scadenza di contratto, sia con un sistema integrato grazie alle disponibilità manifestate dalle Regioni limitrofe Lazio, Marche e Umbria e con il supporto dei vigili del fuoco e della guardia di finanza, così come previsto dalle consolidate procedure sull’emergenza-urgenza».

Ma la stessa nota spiega che tutto sarà razionalizzato: «Le centrali operative del 118 della Regione Abruzzo dovranno quindi attenersi ai protocolli operativi definiti dai responsabili delle basi Hems 118 di Pescara e dell’Aquila che hanno disciplinato, su impulso del dipartimento Sanità, le modalità di coordinamento del sistema al fine di assicurare il coinvolgimento dell’elicottero più idoneo per singolo intervento, favorendo quindi l’efficienza del soccorso e la riduzione dei tempi di assistenza sanitaria».

E l’elisoccorso diventa un caso politico: «La storia di come si è arrivati alla situazione attuale è incredibile», dice il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli, «il contratto siglato nel marzo 2017 durava 5 anni e prevedeva la possibilità di due proroghe biennali e di un semestre per la cosiddetta “proroga tecnica”. Si è riusciti a far passare 9 anni e sei mesi senza avere terminato una nuova gara». E Blasioli, puntando il dito sulle gare deserte, dice: «Dobbiamo sottolineare l’incredibile groviglio di errori, sottovalutazioni, tempi morti, che hanno messo a rischio la continuità di un servizio essenziale, per il quale passa la vita stessa delle persone. Apparirà davvero incredibile, se neanche davanti a tutto questo, e al pericolo che si è rischiato di determinare, nessuno pagherà. Anche di questo chiederemo conto in consiglio regionale».

Quella dell’elisoccorso abruzzese è una storia lunga che è partita nel 2015, quando la Asl di Pescara ha curato una gara d’appalto per tutto l’Abruzzo: quella commessa è stata vinta dalla ditta Inaer Aviation Italia spa. Poi, l’impresa ha cambiato nome due volte: prima è diventata Babcock Mission Critical Services Italia spa mentre, adesso, si chiama Avincis Aviation Italia spa. Il contratto originario, avviato il 16 marzo 2017 per una durata base di 5 anni, prevedeva la possibilità di estensioni biennali per un totale di 4 anni più «un ulteriore semestre di proroga tecnica» ma soltanto «nelle more delle procedure del nuovo affidamento». Di qui le proroghe in sequenza: la prima risale al periodo 16 marzo 2022-15 marzo 2024; poi un’altra dal 16 marzo 2024 al 15 marzo 2026; ancora un altro mese fino al 15 aprile 2026; e l’ultimo rinvio fino al 15 settembre 2026, cioè martedì scorso. In totale 4 proroghe che hanno spostato la scadenza del contratto originario fino al 15 settembre scorso.

Nel frattempo, una gara d’appalto, bandita dall’Areacom il 6 agosto 2025 con scadenza al 7 ottobre, si è chiusa senza offerte: gara deserta. L’Areacom ha tentato un’alternativa, cioè le consultazioni di mercato, avviando a inizio 2026 un’indagine di mercato in sinergia con le Regioni Calabria e Sicilia per verificare la fattibilità di un maxi-appalto sovraregionale. Ma anche questa possibilità è finita in un vicolo cieco.

Se l’elisoccorso non si è fermato è stato grazie a una rete di solidarietà tesa dalle Regioni limitrofe Lazio, Marche e Umbria e con il supporto dei vigili del fuoco e della guardia di finanza. «Ma perché non rendere strutturale l’affidamento a vigili del Fuoco o guardia di finanza?», chiede Blasioli, «si può fare anche a lungo termine o solo per questa situazione di emergenza? Lo verificheremo con precise richieste all’assessore alla Salute».

Attacca anche il consigliere regionale M5S Francesco Taglieri: «Non siamo davanti a un imprevisto, né a un’emergenza piovuta dal cielo ma al teatro dell’improvvisazione che ancora una volta va in scena in Abruzzo. La gara è andata deserta, le procedure successive non hanno consentito di arrivare in tempo a un nuovo affidamento, le proroghe sono terminate e la data di scadenza era conosciuta da tutti. Governare», dice Taglieri, «significa programmare, anticipare le criticità e costruire le soluzioni prima che il problema esploda. Qui è accaduto esattamente il contrario. E oggi la responsabilità politica di chi governa la sanità regionale è evidente: c’erano il tempo, gli atti e tutti gli elementi necessari per evitare di arrivare a questa situazione». Taglieri apre un altro fronte: «La Regione deve spiegare con quali accordi, convenzioni e protocolli operativi sta utilizzando questi mezzi e quali garanzie esistano sulla continuità del servizio. Un elicottero dei vigili del fuoco non è un taxi da chiamare quando quello previsto dal servizio regionale non è disponibile. I vigili del fuoco hanno funzioni istituzionali proprie e possono essere chiamati in qualsiasi momento per incendio, soccorso tecnico urgente o un’altra emergenza. Se quel mezzo viene contemporaneamente utilizzato per garantire l’elisoccorso sanitario, bisogna sapere cosa accade qualora debba essere immediatamente destinato a un intervento di competenza del corpo e quale copertura rimanga, in quel momento, per personale sanitario e territorio».