Erosione, appello Wwf : «Basta cemento»

17 Novembre 2019

Il segretario dell’Udc, Di Giuseppantonio, chiede risorse al Governo per fronteggiare l’emergenza

PESCARA . Quanto è accaduto nei giorni scorsi sulla costa abruzzese non rappresenta una novità. Anzi, secondo il Wwf, le cause che hanno determinato questi effetti erano già descritte nel Rapporto Ispra pubblicato nel 2018, che poneva l’Abruzzo tra le regioni maggiormente colpite dalla cementificazione: «91 chilometri risultano urbanizzati, il 63% della costa è stato comunque modificato e un terzo lo è stato in maniera pesante con una infrastrutturazione ormai irreversibile. Entro 300 metri dalla linea di costa (la fascia che per la Legge Galasso del 1985 dovrebbe essere tutelata) abbiamo già cementificato il 36,6% del nostro territorio».
L’ingessatura della costa, si legge in una nota dell’associazione ambientalista diretta in Abruzzo da Filomena Ricci, «non fa altro che aumentare i problemi di erosione che già riguardano il 61% del litorale e d’altra parte l’avanzamento del mare produce danni sempre maggiori sulle costruzioni che vengono autorizzate in luoghi che invece dovrebbe essere lasciati liberi». Epoi, «la gestione scriteriata dei corsi d’acqua che vengono deviati, captati e imbrigliati. Costruiamo dighe e traverse che modificano radicalmente il flusso naturale delle acque e di conseguenza tutto il territorio a valle fino a mare. Si continua a consentire il prelievo di sabbia e pietre dai fiumi. Paghiamo per decenni di una gestione scellerata di fiumi, torrenti e fossi che continua tuttora. Si spendono milioni di euro per mettere in sicurezza opere costruite negli alvei che dovrebbero essere lasciati totalmente liberi. Invece di intervenire in maniera mirata e razionale, ancora oggi si procede con il taglio a raso di tutta la vegetazione spondale determinando, in caso di piena, la velocizzazione del flusso di acqua che arriva a valle con effetti peggiori. I problemi del mare iniziano molto più a monte ed è lì che si dovrebbe intervenire in maniera più oculata facendo meno chiacchiere e convegni e più azioni di rinaturalizzazione per ricreare le condizioni ottimali di apporto alla linea di costa». In questi giorni, sottolinea l’associazione, – e questo è un dato sul quale si dovrebbe riflettere - i pochi tratti di costa abruzzese meno invasi dall’uomo hanno resistito meglio alla forza del mare.
«Una situazione drammatica, destinata a peggiorare nel tempo se non si attuano interventi importanti in tempi brevi», dice invece il segretario regionale dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio, a nome degli amministratori costieri del partito che hanno anche inviato un documento sulla situazione abruzzese all’onorevole Lorenzo Cesa, segretario nazionale. «L’iniziativa promossa dal presidente Marco Marsilio, di poter far fronte agli interventi tesi a fronteggiare il fenomeno dell'erosione costiera con finanziamenti da inserire nel ddl di Bilancio, in agenda presso la Commissione Bilancio del Senato questa settimana, mi trova pienamente d’accordo», dice Di Giuseppantonio. «Non si può parlare solo in queste circostanze di difesa delle nostre spiagge, occorre un’azione decisa. Ci sono centri, che attendono di poter ricevere risorse e mettere in pratica progetti innovativi per contrastare l’erosione costiera. Auspichiamo che il Governo dia risposte immediate per mettere in sicurezza l'intero tratto di costa della nostra regione. Apprezzo, anche come sindaco di Fossacesia», conclude, «la decisione della Regione di stanziare urgentemente le risorse per far fronte all’emergenza. È un’iniziativa concreta e corretta, nonostante le difficoltà economiche in cui versa il bilancio regionale». (c.s.)