«Errori e omissioni Dopo 10 anni le falde ancora inquinate»

Esposto M5s sulle responsabilità dei proprietari dei siti «Prima della bonifica occorrono i lavori per la sicurezza»
PESCARA
«Omissioni, errori, rimpalli e rinvii. Che hanno portato a un persistente e grave stato di contaminazione dei terreni, del fiume e delle falde idriche del sito (di interesse nazionale) di Bussi». Si presume tutto questo nell’esposto firmato M5s sull’inquinamento e le misure di messa in sicurezza «inesistenti e inadeguate» malgrado siano trascorsi dieci anni dalla scoperta della discarica di Tremonti.
La denuncia, che i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, il deputato Gianluca Vacca e l'avvocato Isidoro Malandra hanno detto di voler presentare questa mattina alla procura della Repubblica di Pescara, mira a fare chiarezza sulle ragioni dei ritardi e soprattutto sulle eventuali responsabilità che continuerebbero a determinare danni ambientali enormi. «Prima di parlare di grandi progetti di bonifica e di reindustrializzazione occorre, come logica vuole, individuare le cause e quindi avviare la caratterizzazione dell’area contaminata, tutte azioni delle quali oggi non si hanno notizie», sottolinea Sara Marcozzi.
Nell’esposto si fa riferimento alle presunte responsabilità riconducibili ai proprietari dei siti. E in particolare viene chiesto alla magistratura di accertare se può configurarsi un reato di natura omissiva anche da parte del ministero dell'Ambiente «laddove non sia intervenuto o non intervenga in sostituzione e in danno ai fini dell'immediata messa in sicurezza d'emergenza dei siti contaminati ricompresi nel Sin Bussi».
«A oggi non si conoscono le misure di prevenzione adottate nell’area ex Montecatini-Piano d’Orta, né nell'area del Sin, né nelle aree limitrofe in cui risiedono migliaia di cittadini», ricorda Isidoro Malandra. Che aggiunge: «Le validazioni di Arta )l’agenzia regionale per l’Ambiente) si spingono sino agli inizi di febbraio 2017 ed attesterebbero, al contrario di quanto affermato dalla Società Chimica Bussi spa, un aumento dei livelli di contaminazione, in particolare per quanto riguarda l'esacloroetano ed il tetracloroetano».
«La contaminazione dev’essere immediatamente interrotta attraverso la messa in sicurezza d’emergenza e le misure di prevenzione», conclude la Marcozzi, «e non attendendo una bonifica per la quale si prevedono tempi lunghi. Tanto lunghi da fornire l’alibi per non farla mai».(a.mo.)

