Esame pubblico al metanodotto Larino-Chieti

29 Gennaio 2016

PESCARA. Il Molise, con una delibera della giunta regionale, seppur con molte prescrizioni, ha già detto sì. Ora, per il via libera - al metanodotto Larino–Chieti, che dovrebbe essere realizzato,...

PESCARA. Il Molise, con una delibera della giunta regionale, seppur con molte prescrizioni, ha già detto sì. Ora, per il via libera - al metanodotto Larino–Chieti, che dovrebbe essere realizzato, nell’arco di 36 mesi, a partire dall’approvazione del progetto, dalla Sgi, la Società Gasdotti Italia – si attende la decisione del comitato di valutazione ambientale, che proprio ieri, per la prima volta in Abruzzo, ha convocato un’inchiesta pubblica. Insomma, una sorta di forum, indetto a Pescara, durante il quale hanno discusso i sindaci interessati, associazioni e cittadini, oltre, tra gli altri, al responsabile del progetto, l’architetto Marcello Michetti, e ai membri del comitato Via, presieduto da Cristina Gerardis, direttore generale della Regione. E ieri, le obiezioni all’opera, che avrà una lunghezza di circa 111 chilometri, interessando parte delle province di Chieti e di Pescara, sono state tante. A partire dal fatto che l’opera non è stato sottoposta alla Vas, la valutazione ambientale strategica. E se in rappresentanza del Comune di Chieti, l’assessore all’urbanistica Mario Colantonio ha rilevato che alcuni privati potrebbero sollevare delle osservazioni, secondo Augusto De Sanctis, presidente della stazione ornitologica abruzzese, «l’opera, all’Abruzzo, non serve. Inoltre», ha aggiunto, «secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, il consumo di gas in regione è sceso di molto negli ultimi anni». Contrario al metanodotto anche il presidente del collegio dei geometri di Chieti, Rocco Santone, in quanto «nella valle del Dendalo ci saranno problematiche per il territorio», mentre Maria Paola Di Sebastiano, di Filetto, ha paventato rischi sismici. «La zona è fragile», ha infatti sottolineato Di Sebastiano, mentre Kevin Marino, di Bucchianico, ha precisato che i tubi del metanodotto passerebbero troppo vicino all’abitazione dei genitori. Contrari anche Marcella Stumpo ed Elena Vallillo, del comitato Trivelle zero Molise, che hanno evidenziato come il territorio molisano sia «interessato, per il 62% delle concessioni minerarie interne». Soddisfatto invece il sindaco di Castelfrentano, Gabriele D’Angelo, che ha rimarcato che «la Società gasdotti ha accolto le nostre deduzioni». «Tutte obiezioni legittime», ha poi commentato il responsabile del progetto della Sgi, Michetti, «ma noi abbiamo già svolta una valutazione e possiamo dire che l’opera è compatibile con questo ambiente sotto ogni punto di vista». (v.d.l.)