Esposto contro l’Arap: «Incarichi per 1,4 milioni»

La denuncia della Uil Fp di Teramo: tagliano il personale mentre pagano le consulenze. La replica del presidente: ci temono perché cancelliamo i privilegi
PESCARA. Braccio di ferro all’Arap, l’azieenda regionale per le attività produttive che ha ereditato personale, bilanci in rosso e oneri di 6 ex consorzi industriali.
Il segretario provinciale Uil Funzione Pubblica di Teramo Alfiero Di Giammartino preannuncia denunce all’autorità giudizaria «per», si legge in una nota, «contrastare la mala gestio e per tutelare i territori, i servizi ed i dipendenti». Il sindacalista chiede – in una lettera inviata al presidente della regione Luciano D’Alfonso, al presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, ai consiglieri Mauro Febbo, Sandro Mariani e Maurizio Di Nicola – che venga fatta una ispezione all’Arap «tesa all’accertamento dei fatti e alla ricerca di eventuali responsabilità». Quali fatti?
Secondo Di Giammartino l’Arap guidata dal presidente (ex commissario) Giampiero Leombroni e dal direttore generale Antonio Sutti da una parte tende a tagliare il personale (3 dirigenti, 9 figure-quadro, 12 impiegati e 7 operai), dall’altra aggrava la situazione economica ricorrendo «costantemente a consulenze esterne».
«Siamo costretti a rivolgerci alla Procura, alla Corte dei Conti e all'Anac per far cessare una gestione economica e finanziaria impropria da parte degli attuali vertici dell'Arap», sostiene il segretario Uil fpl Teramo allegando alla lettera una serie di nomine e incarichi con relative spese per un totale di 1,4 milioni di euro. Ad esempio: 17.500 euro per due assunzioni a tempo determinato, 20mila euro per una consulenza, 28.750 euro per l’incarico redazione pro veritate a un professionista, 98.750 euro per l’acquisto software, 18.980 euro per l’acquisto di un’autovettura, 40mila euro per recupero crediti, e così via. Nell’elenco finisce anche lo stipendio da 120mila euro per il nuovo dg (ex dirigente Air One di Toto).
«Facciano quello che vogliono, non abbiamo nulla da temere.Tutti gli atti sono pubblici», è la risposta del presidente Arap, Giampiero Leombroni alle richieste della Uil Fp di Teramo. «La questione», prova a ricostruire il presidente, « affonda le radici nella trattativa sindacale in atto sul personale e che probabilmente andrà a finire con l’economia di 13-14 persone, su 31, che avranno la possibilità di agganciare la pensione». E le altre spese? «Sono voci di bilancio necessarie di fronte alla mission che ci è stata data e alla situazione disastrosa che abbiamo trovato. Le dico solo che stiamo affrontando 440 contenziosi e che ogni giorno temiamo l’arrivo di pignoramenti». Leombroni continua: «E’ finita l’epoca in cui nei consorzi si attribuivano incarichi, compiti e promozioni senza che ci fossero le giuste professionalità. La nomina del dg ne è un esempio proprio per far sì che ci fosse una figura apicale fra tante. Noi stiamo operando in questo modo, ma questo evidentemente dà fastidio». (a.mo.)

