Export: meno male che ci sono gli Usa

17 Luglio 2015

I dati sulle vendite verso l’America ribaltano l’andamento negativo di 4 trimestri

PESCARA. Gli Stati Uniti trainano l’export. I dati che emergono dal monitor dei distretti industriali dell’Abruzzo curato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico, indicano un primo trimestre del 2015 tornato a crescere (+3,3%), dopo quattro trimestri consecutivi col segno negativo, con una dinamica in linea con l’andamento complessivo dei distretti italiani (+3%).

Spiccano in particolare le performance del mobilio (+20,6%), della pasta di Fara (14,6%) e dei vini di Montepulciano (5,4%) – questi ultimi hanno quasi raddoppiato la quota di valori esportati – che compensano la contrazione delle vendite dell’abbigliamento sud abruzzese (-13,5%) e dell’abbigliamento nord abruzzese (-20,2%) .

Torna in positivo anche il polo Ict dell’Aquila (+54,4%) grazie all’impulso dell’export negli Stati Uniti, primo sbocco distrettuale. Il polo resta comunque molto lontano dai picchi raggiunti nel 1° trimestre del 2011.

La nota negativa è che nonostante il progresso dell’export in questo primo trimestre dell’anno sono ancora lontani i livelli dei flussi commerciali del periodo pre-crisi del 2008 (-48,7% la variazione del primo trimestre 2015 sul corrispondente periodo del 2008, pari a circa 113 milioni di euro in meno).

L’analisi complessiva degli sbocchi commerciali evidenzia come il consistente contributo di alcuni mercati come Stati Uniti in primis (prima meta commerciale, +50% pari a 6 milioni di euro aggiuntivi rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente), Germania, Svizzera, Regno Unito e Giappone abbia controbilanciato le difficoltà incontrate in alcune delle principali mete commerciali europee (in particolare Belgio, seconda meta distrettuale, e Francia), extraeuropee (Canada) e in alcuni mercati emergenti (in particolare Federazione Russa e Albania).

Segnali positivi emergono anche analizzando i dati sugli ammortizzatori sociali che segnano un consistente decremento di ore di Cassa integrazione guadagni, in particolare di Cig straordinaria e ordinaria.