«Faremo la nostra parte No a derive “padane”»

10 Giugno 2015

di LUCIANO D’ALFONSO Caro direttore, ho letto con interesse ed attenzione il suo editoriale di ieri sulla questione immigrazione. Lo dico subito e a chiare lettere per evitare qualsiasi ambiguità:...

di LUCIANO D’ALFONSO

Caro direttore,
ho letto con interesse ed attenzione il suo editoriale di ieri sulla questione immigrazione. Lo dico subito e a chiare lettere per evitare qualsiasi ambiguità: sull'argomento l'Abruzzo c'è e fa la sua parte, come sempre quando viene chiamato a contribuire in termini di accoglienza.

Ad oggi sono 1.161 gli immigrati ospitati nella nostra regione e la convivenza con i residenti scorre assolutamente tranquilla. Da parte della Giunta regionale che presiedo vi è la più ampia disponibilità ad adempiere ad un dettato etico prima ancora che politico: aiutare chi fugge da una vita totalmente priva di prospettive, nella quale persino la speranza è considerata un lusso.

Non c'è spazio per tattiche né tantomeno per opportunismi, e neanche per una declinazione “padana” della vicenda: chi è in difficoltà va aiutato, sempre e comunque. E' un principio che ispira permanentemente la nostra azione di governo.

Secondo il protocollo firmato a luglio 2014 tra Stato e Regioni, a gestire l'arrivo degli immigrati sul territorio sono i prefetti, ma noi monitoriamo costantemente il fenomeno e partecipiamo - con l'assessore Marinella Sclocco - alle riunioni indette sul tema dalle prefetture. Siamo una Regione che fa parte dell'Italia ordinamento, dell'Italia Paese, dell'Italia società. Noi faremo la nostra parte, naturalmente vogliamo che anche l'Europa cominci a far percepire la sua esistenza, la sua forza e anche la sua funzione. E' importante, poiché in questa circostanza l'Italia è porta di una casa molto più grande.

La tradizione di ospitalità in questa regione è insita nel dna dei suoi abitanti: lo testimoniano le centinaia di soldati - italiani e stranieri - che hanno trovato rifugio e calore nelle case degli abruzzesi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, durante la Seconda guerra mondiale; vale la pena ricordare che tra di loro figura anche il Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

E ancora, dopo il terremoto che ha devastato L'Aquila il 6 aprile 2009, tutte le comunità della costa (e non solo) si sono messe a disposizione per dare supporto a chi stava vivendo un momento di tragica necessità.

La nostra risposta non è legata a convenienze utilitaristiche né a estemporaneità di stampo elettorale. L'Abruzzo facile e veloce sa anche essere solidale con chi è in uno stato di estrema necessità, e lo dimostra in silenzio e con i fatti.

*Presidente della

Giunta regionale