Febbo contro il nuovo Piano cave

23 Settembre 2018

Il consigliere regionale FI: «Uno strumento pieno di contraddizioni»

PESCARA . «Il sottosegretario Mario Mazzocca tira fuori dal cilindro un documento pieno di contraddizioni e violazioni di norme. Il Piano regionale delle attività estrattive (Prae) contenente il Rapporto ambientale e la valutazione di incidenza ambientale, appena approvato da questa giunta regionale in prorogatio, arriva con un notevole ritardo e mostra non poche criticità, molte lacune e palesi contraddizioni».
Ad affermarlo è il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, che solleva diversi dubbi: «Leggendo il documento si apprende come gli elaborati tecnici del nuovo Piano cave si riferiscono al 2015. Perché vengono approvate soltanto ora che il consiglio regionale è delegittimato e può fare solo ordinario? Non c’era volontà politica prima? Non voleva D’Alfonso? Essendo basato su elaborati vecchi, ne deriva un piano non corrispondente alla realtà visto e non vengono riportati gli aggiornamenti avvenuti nel frattempo e a tutte le concessioni che nel frattempo sono state autorizzate? Più che un piano è una ricognizione dei vincoli, ma il piano è vuoto. Inoltre», rileva ancora Febbo, «ritengo grave come si sia inserito una norma che permetta di scavare e arrivare sotto falda acquifera, non più autorizzato almeno da 1990 ad oggi. In questo modo adesso è possibile arrivare fino in mare e fare danni irreparabili. Poi vengono autorizzati ampliamenti delle cave esistenti anche con piani di pericolo, anche nei Sic, Parchi e Zts. Sarebbe curioso», conclude Febbo, «a riguardo conoscere il parere delle associazioni ambientaliste».