Febbo, esposto in Procura sul project financing

19 Luglio 2018

PESCARA . «D’Alfonso e la sua Giunta su importanti provvedimenti, come il project financing del nuovo ospedale di Chieti, continuano ad adottare una serie di delibere illegittime, carenti di passaggi...

PESCARA . «D’Alfonso e la sua Giunta su importanti provvedimenti, come il project financing del nuovo ospedale di Chieti, continuano ad adottare una serie di delibere illegittime, carenti di passaggi amministrativi essenziali, senza i pareri preventivi, senza visto di copertura di bilancio, pubblicate in ritardo e, cosa più grave, senza l’approvazione e la firma dei dirigenti e direttori competenti». A sostenerlo è il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, che sulla questione ha depositato esposti alla procura della Repubblica di Chieti.
«Sul project financing, in modo particolare, riscontriamo», dice Febbo, «come un direttore continua in solitaria a firmare delibere importanti che impegnano l’ente Regione a rate di 15 milioni di euro per 25 anni. Inspiegabile e senza precedenti è vedere pubblicata la delibera 495 con la sola firma del funzionario estensore mentre mancano le firme del responsabile dell’ufficio, del dirigente del servizio e cosa più grave del direttore del dipartimento Sanità. Per questi motivi ho presentato il 12 luglio scorso un circostanziato esposto per evidenziare e denunciare le gravi omissioni e le contraddizioni contenute all’interno degli atti (n. 540/2017 e 465/2018) approvati a distanza di soli 10 mesi. Credo che sia del tutto legittimo e opportuno chiedersi e verificare quali sono le vere motivazioni per cui manchino le firme dei responsabili competenti. Pertanto», conclude Febbo, «dopo aver utilizzato tutti gli strumenti che il regolamento mette a disposizione del singolo Consigliere regionale e del Presidente della Commissione Vigilanza credo che sia opportuno l’intervento delle due Procure da me interpellate per arginare un modus operandi del tutto arbitrario e si proceda immediatamente alla verifica della regolarità degli atti in questione approvati da D’Alfonso prima che l’ente Regione affondi sotto un mare di ricorsi e contenziosi milionari che erediterà il prossimo Governo regionale».
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