Febbo: ora un polo bancario locale

24 Settembre 2019

«Dobbiamo dare vita a un progetto per il credito alle nostre Pmi»

PESCARA . L’Aquila punta sull’elettronica, sulla tecnologia del 5g, sulla cyber security e sulla fisica delle particelle. A Teramo i segmenti di mercato più grossi riguardano il tessile, l’abbigliamento e la pelletteria in Val Vibrata, ma anche l’agroalimentare e i mobilifici. Pescara ha una vocazione legata ai servizi, al mondo dell'architettura e al cosiddetto distretto del pannolino che ruota intorno alla Fater. Chieti, invece, è trainata dalla filiera dell’automotive (Honda e Sevel da sole vantano 25.000 addetti) e della pasta lavorata a Fara San Martino. Il sistema industriale e produttivo abruzzese è ampio e variegato, tuttavia in tutta la regione dopo l’acquisizione delle banche Tercas e Carichieti manca un polo bancario locale che possa essere un punto di riferimento per il credito per le piccole e medie aziende. Il tema è stato affrontato nel corso del dibattito che ha seguito l’incontro “100 innovation stories: Abruzzo” organizzato ieri mattina dalle fondazioni Symbola e Hubruzzo all’Auditorium Petruzzi di Pescara. «In Abruzzo», ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo, «abbiamo due agenzie finanziarie, ma manca una banca abruzzese. Dobbiamo dare corpo al progetto di un polo bancario locale per intercettare il credito. Il mondo industriale, i sindacati e la politica devono lavorare insieme per riprendere la Carta di Pescara, concentrandoci sull’innovazione, sulla ricerca e sulla sostenibilità». Secondo l’assessore Febbo, inoltre, quello che manca all’Abruzzo per decollare sono «le industrie turistica e cinematografica».
«La programmazione 2021/2027», conclude, «abbraccerà soprattutto progetti legati all’economia circolare, all’agroindustria e al sistema vitivinicolo». (y.g.)