Federmeccanica: senza industria ripresa lontana

28 Novembre 2014

Presentata l’indagine congiunturale del settore metalmeccanico In Abruzzo poche imprese investono ma è forte la propensione a innovare

PESCARA. «Per uscire dalla crisi profonda e strutturale che stiamo vivendo bisogna cogliere le grandi opportunità offerte dall'industria. Senza un’azione decisa in questa direzione, in Italia, così come in Abruzzo, sono a rischio i posti di lavoro, il reddito, i consumi e il benessere dell’intero sistema».

Così il presidente della sezione Meccatronica di Confindustria Chieti-Pescara, Marco Mari, nel giorno della presentazione della 132° indagine congiunturale sul settore metalmeccanico italiano, curata da Federmeccanica.

Oltre al tradizionale appuntamento romano, per la prima volta la presentazione dei risultati relativi al comparto coinvolge contemporaneamente 60 gruppi metalmeccanici in tutto il Paese, tra cui quelli abruzzesi, con l'obiettivo di «unire tutte le voci dell’industria metalmeccanica per dare peso e forza alla domanda di cambiamento».

Una giornata definita come quella dell'«orgoglio metalmeccanico, l’orgoglio per le imprese, per l’eccellenza dei loro prodotti e per il ruolo trainante del settore nell’economia del Paese». All'incontro, nella sede di Confindustria Chieti-Pescara, hanno preso parte, oltre a Mari, il direttore dell'associazione degli industriali, Luigi Di Giosaffatte, il direttore di Confindustria Teramo, Nicola Di Giovannantonio, e il presidente della sezione teramana, Salvatore Loddo. Che il settore metalmeccanico viva una crisi durissima non è una novità e lo confermano anche i dati contenuti nell'indagine semestrale di Confindustria Abruzzo, presentata nei giorni scorsi.

I numeri, infatti, parlano chiaro: nei primi sei mesi di quest'anno solo il 20% delle imprese abruzzesi del settore metalmeccanico ha effettuato investimenti. Ancora più drastiche le previsioni per il futuro, perché nella seconda metà del 2014 ha previsto investimenti meno del 10% delle aziende. Per quanto riguarda gli altri indicatori relativi all'industria metalmeccanica, analizzando i dati emerge che, nei primi sei mesi del 2014, l'utilizzo della capacità produttiva e il fatturato sono stabili, mentre l'export è stabile con tendenza all'aumento. Per gli stessi indicatori, gli imprenditori prevedono una situazione di stabilità nella seconda metà dell'anno.

Nonostante siano poche le imprese che prevedono investimenti, quello metalmeccanico è l'unico settore in cui sono previsti investimenti in innovazione di processo (4,35% delle imprese). «Al momento» sottolinea Mari, «i dati non mostrano segnali di ripresa. C'è bisogno di un supporto concreto, servono investimenti e innovazione. L'Abruzzo è penalizzato dalla carenza infrastrutturale e quindi abbiamo bisogno di un maggiore impulso per il rilancio dell'industria metalmeccanica». Conferma le criticità il direttore di Confindustria Chieti-Pescara: «Come produzione siamo sotto al 30 per cento», evidenzia Di Giosaffatte, «e c'è una decrescita produttiva del nostro settore. La ripresa è ancora lontana, il trend generale è negativo». Tre le azioni da intraprendere subito: rilancio della domanda interna tramite maggiori investimenti; un mercato del lavoro efficiente in un sistema che stimoli la partecipazione e la produttività; una politica industriale che favorisca l’innovazione.

Lorenzo Dolce

©RIPRODUZIONE RISERVATA