Ferroio è il 99° orso morto nel Parco Le cause? Un mistero
Il direttore Febbo: «Carcassa liquefatta, ipotesi impossibili» D’Orazio: servono azioni decise, ma dovè il nuovo Direttivo?
CIVITELLA ALFEDENA. Più di due orsi uccisi ogni anno. Una media che va avanti dal 1970 e che con la morte dell'orso Ferroio, i cui resti sono stati rinvenuti lunedì mattina a Civitella Alfedena, porta a 99 il numero dei plantigradi scomparsi fino ad oggi nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm).
Sulle cause della morte dell'animale, un maschio adulto di circa 14 anni di età, conosciuto dai ricercatori con il nome appunto di Ferroio - orso frequentatore dell'omonima zona (da qui il nome) ricadente nel comune di Scanno - resta intanto il mistero. Le indagini avviate dall'Ente Parco stanno tentando di fare luce sul decesso del plantigrado, ritrovato in avanzato stato di decomposizione in località "Prato Cardoso". Come è morto Ferroio? Perché è stato trovato solo molto tempo dopo il suo decesso? I risultati degli esami di laboratorio sui pochi resti trovati (peli, unghie e arti) arriveranno non prima della fine di luglio.
«La carcassa dell'animale è quasi liquefatta», conferma il direttore del Pnalm, Dario Febbo, «ed è impossibile azzardare qualsiasi tipo di ipotesi sulle ragioni del decesso dell'animale. Grazie alla marca auricolare sappiamo con certezza che si tratta dell'orso Ferroio, che non era monitorato dal servizio di sorveglianza dell'Ente. Ma è opportuno attendere gli esami necroscopici».
L'esiguità dei resti recuperati, come pure il fatto che la morte risale come minimo a qualche settimana fa, aumenta il mistero. Le analisi specifiche accerteranno la ragione del decesso del plantigrado, ma il progressivo aumento delle perdite degli orsi scatena nuovamente la discussione sul concreto rischio di estinzione della specie. «È persino banale ripetere aspettiamo l'esito degli accertamenti sulle cause», commenta Alberto D'Orazio, presidente della Comunità del Parco, «non è banale invece ricordare, una volta per tutte, che non sono accettabili semplificazioni che portano a colpevolizzare categorie di operatori. Così come sembrano inadeguate e sbrigative le indicazioni sulla sospensione attività di pascolo. Occorrono azioni decise , controlli sulla salute del bestiame domestico, sulla fauna protetta e valutazioni e provvedimenti che richiedono una governance adeguata. Ricordo che il consiglio direttivo del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è incompleto. Siamo all'omissione di atti d'ufficio da parte del ministero dell'Ambiente». È possibile che il motivo della morte dell'orso Ferroio sia da ricondurre a cause naturali, ma non è da escludere che possa essere frutto dell'ennesima azione di bracconaggio o di un vile atto di avvelenamento.
Massimiliano Lavillotti
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