FI e Pd attaccano il governo M5S ribadisce: no ai condoni

17 Luglio 2018

PESCARA . È ancora scontro politico sul decreto terremoto, con Fi e il Pd che accusano il governo di insensibilità verso le popolazioni colpite, e il M5S che dice sì allo sblocca-cantieri ma no al...

PESCARA . È ancora scontro politico sul decreto terremoto, con Fi e il Pd che accusano il governo di insensibilità verso le popolazioni colpite, e il M5S che dice sì allo sblocca-cantieri ma no al condono.
Il primo a intervenire è il senatore Nazario Pagano (Fi): «La maggioranza continua a considerare i terremotati cittadini di serie B: dopo aver bocciato o ignorato gli emendamenti al ddl sisma proposti da Forza Italia,i siamo arrivati al colmo. Il governo ha letteralmente disertato e fatto sospendere la seduta che doveva tenersi alla Camera per discutere il decreto. Ribadisco ancora una volta come ormai sia chiaro e palese che i terremotati siano stati utilizzati come utile strumento di campagna elettorale». Poi è la volta di Stefania Pezzopane, deputata Pd: ««Il comportamento della maggioranza e del governo sul terremoto è una grande delusione: Lega e M5S hanno offeso il Parlamento e le popolazioni terremotate. Dopo un lungo dibattito », spiega, e soprattutto dopo le mirabolanti promesse della campagna elettorale, né il relatore né il governo si sono nemmeno degnati di replicare. E soprattutto hanno bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni».
Infine, interviene il M5S. «Più che decreto terremoto lo dovremmo chiamare decreto sblocca-cantieri», dicono i deputati M5S. «Con queste nuove norme facilitiamo la vita di cittadini, amministratori locali e imprese, ma respingiamo ogni accusa di voler condonare manufatti abusivi. Stiamo solo correndo in soccorso a quei cittadini che hanno realizzato in autonomia un riparo d'emergenza accanto all'abitazione danneggiata, dando loro la possibilità di utilizzarlo senza incorrere in sanzioni penali. Partivamo da un provvedimento, quello del governo precedente, fatto di due soli articoli e con stanziamenti in legge di Bilancio non decisi da noi. Il decreto legge all'esame della Camera entra molto più nel merito delle questioni e rappresenta una prima risposta ai problemi che gli abitanti dei comuni terremotati vivono sulla propria pelle».