Fina prende in mano il Pd abruzzese

Il 41enne marsicano eletto segretario regionale nel momento più difficile del partito. Parola d’ordine: “Cambiamo tutto”
PESCARA. “Cambiamo tutto”. Uno slogan impegnativo quello scelto da Michele Fina che ieri si è presentato al centro polifunzionale Britti di Pescara davanti all’assemblea regionale del Pd per essere proclamato segretario regionale. Unico nome in corsa dopo le rinunce del sindaco di Francavilla Antonio Luciani e del sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco. Fina si mette alla guida dei democratici nel momento più difficile del partito in Abruzzo: con un bacino elettorale ridotto ai minimi termini: 66mila e poco più i voti presi alle regionali del febbraio scorso (11,14%), 98.665 alle europee di maggio (16,96%). Numeri lontani dalle europee del 40% renziano (in Abruzzo il Pd raggiunse i 208 mila voti, 32,39%), ma soprattutto dalle politiche del 2008 (277 mila voti, 33,50%).
Per il 41enne direttore del think tank Tes, “Transizione ecologica solidale” (l’associazione presieduta dall’ex ministro Andrea Orlando di cui Fina è stato capo di segreteria prima al ministero dell’Ambiente e poi al ministero della Giustizia), cambiare tutto vuol dire lavorare con partiti e associazioni alla costruzione di un’alleanza per la Costituzione che, spiega il nuovo segretario «serva innanzitutto per difendere l’Abruzzo e gli abruzzesi dalla marginalità e dal commissariamento politico». E di conseguenza vuol dire anche «mettere da parte l’arroganza dell’autoreferenzialità». Un principio che Fina ha messo in atto dedicando tutta la mattinata dell’assemblea all’ascolto dei molti rappresentanti dei partiti del centrosinistra, delle associazioni, dei sindacati, delle imprese (erano presenti Cgil, Cisl, Legacoop, Cna, Confesercenti, Italia Nostra, Wwf e Legambiente, Articolo 1, Psi, Più Europa): «Vogliamo ascoltarvi». ha detto Fina, «per dirvi che non vi delegittimiamo, ma vi vogliamo forti. Questo non è tempo di pace. Rileggete i vostri atti fondativi, troverete scolpiti i principi costituzionali, che oggi sono in pericolo perché non pienamente attuati, o perché qualcuno vuole metterli in discussione». L’appello ai corpi intermedi e alla difesa e alla promozione della Costituzione è dunque l’atto che ha segnato l’assemblea, ed è l’inizio del nuovo percorso del Pd abruzzese. In sala molta parte della classe dirigente del partito: i parlamentari Stefania Pezzopane, Camillo D’Alessandro, Enrico Borghi, l’europarlamentare Andrea Cozzolino, il capogruppo Pd in Regione Silvio Paolucci, il segretario di Pescara Moreno Di Pietrantonio, l’ex presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, l’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, e Manola Di Pasquale, eletta presidente dell’assemblea. Prima dell’inizio dei lavori è stato letto un messaggio del presidente nazionale del Pd, Paolo Gentiloni, nel quale si ricorda l’Abruzzo come «terra di antiche fedeltà, ma anche di capacità di sacrificio e rinnovamento profondo». Un rinnovamento, precisa Gentiloni che va perseguito «senza mai perdere la nostra identità: di cultura, di valori». Il partito che Fina vuole guidare (e cambiare) è un partito attento alle tematiche verdi («occorre una transizione ecologica dell’economia che non lasci indietro i più deboli»); un partito che guarda ai giovani, all’istruzione e alla ricerca, che punti a governare l’immigrazione, non dimenticando cause e responsabilità di un fenomeno che muove nel mondo milioni di migranti politici, economici, climatici. C’è poi la difesa dell’Abruzzo da un governo che ha reso il Paese «piccolo piccolo e isolato», e che ha diviso «i ceti e i territori», come rischia di accadere con l’autonomia regionale differenziata, così com’è stata proposta: «Un nuovo modo per dire secessione», riflette Fina.
Infine c’è il partito. Fina lo vuole presente «territorio per territorio, comune per comune». «Avremo bisogno della presenza da protagonisti dei segretari di circolo, di un Centro studi», ma anche delle Feste dell’Unità, «e di una presenza sul web seria: sono tutte cose che stanno a un partito come gli organi a un corpo umano».

