Finora la crisi ha fatto chiudere 589 imprese edili

30 Luglio 2015

L’Abruzzo è la regione con la più consistente riduzione di imprese edili in un anno: -6,3%. Teramo è l’ultima in Italia. Diecimila posti di lavoro persi tra il 2008 e il 2015. I dati sono di...

L’Abruzzo è la regione con la più consistente riduzione di imprese edili in un anno: -6,3%. Teramo è l’ultima in Italia. Diecimila posti di lavoro persi tra il 2008 e il 2015.

I dati sono di Confartigianato e sottolineano come tra il quarto trimestre del 2013 e lo stesso periodo dello scorso anno siano state ben 589 le imprese che hanno chiuso, con una flessione del 6,3%.

E gli occupati nell'edilizia, tra il 2008 e il 2015, sono diminuiti del 20,5%, con una perdita di circa 10.000 posti di lavoro. La variazione raggiunge -35% nel caso dei lavoratori dipendenti, con la perdita di oltre 11.700 posti di lavoro, mentre si attesta al +10,5% per i lavoratori indipendenti (+1.637 unità).

Sul fronte artigianato, la flessione più consistente si registra nel Teramano, provincia con il dato peggiore: -242 imprese, pari al -9,8%, 105mo posto nella graduatoria nazionale. Seguono il Chietino (-137, -5,3%, 87° posto), l'Aquilano (-141, -5,5%, 90° posto) e il Pescarese (-69, -4%, 58° posto). Al quarto trimestre dello scorso anno, in Abruzzo sono attive 8.775 imprese artigiane impegnate nel settore delle costruzioni: 2.464 sono in provincia di Chieti, 2.423 in provincia dell'Aquila, 2.230 in provincia di Teramo e 1.658 in provincia di Pescara.